« Il G-20 inadatto ad affrontare nuove crisi»

PECHINO
Il G20 è riuscito a gestire la crisi finanziaria degli anni scorsi ma la sua struttura politica è diventata «improvvisamente obsoleta» e deve cambiare, se vuole essere pronto ad affrontare le sfide dei prossimi anni. È la posizione espressa dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti che ieri ha preso parte a Nanchino, nel sud della Cina, al seminario del G20 sul sistema monetario internazionale. Per Tremonti «la catena delle rivolte iniziata nel mondo arabo», è «una delle conseguenze della crisi, della speculazione che ha approfondito le disuguaglianze di reddito e arriverà anche in Asia». «Per fermarla – ha proseguito – non serve limitare la circolazione delle informazioni su Internet ma bisogna limitare le diseguaglianze». Sono cinque, secondo il ministro, i punti deboli del «sistema» basato sul G20: la struttura "obsoleta" che non rappresenta in modo adeguato l'Africa e il mondo arabo; il basarsi sulle nazioni, mentre «la globalizzazione è il confronto tra masse continentali»; la disomogeneità, perché la Cina ha un'economia «molto efficiente» ma non di mercato, «influenzata fortemente da considerazioni politiche e strategiche»; la «shadow finance», quella rilevante parte della finanza privata ancora «fuori da tutte le regole». Infine, ha aggiunto Tremonti, la vecchia crisi è stata contenuta con il debito pubblico, «una medicina che non sarà più disponibile» quando scoppierà la nuova crisi, che il G20 dovrebbe essere in grado di prevedere e di governare.

02/04/2011