« Il dumping della Cina fa più paura della crisi»

Un 2010 migliore del precedente, ma per l'industria europea della raffinazione non sarà un anno facile. «Si prevede una ripresa dei consumi – spiega Dario Scaffardi, direttore generale di Saras –, ma anche una concorrenza più serrata sul piano industriale con l'ingresso in produzione di nuove raffinerie in India, Cina e Medio Oriente. E queste ultime saranno beneficiarie di ulteriori sussidi statali e regimi fiscali agevolati. Il problema che ci preoccupa non è quindi il calo dei consumi, ma la concorrenza sleale».
Faccia degli esempi.
I raffinatori cinesi, indiani e asiatici non sostengono lo stesso livello di costi produttivi: non si attengono alle medesime normative antinquinamento e di protezione ambientale. Anzi ricevono sussidi dai loro governi e falsano i criteri del libero mercato. Inoltre le raffinerie indiane godono di un'esenzione fiscale per 7 anni sull'export; quelle cinesi hanno un margine garantito dallo Stato e dunque producono a pieno regime, senza preoccuparsi dell'effettivo andamento del mercato.
Nel 2010 ci sarà la ripresa?
Per economisti ed esperti si manifesterà in maniera graduale. Coerentemente, Saras metterà in atto alcuni programmi di miglioramento dell'efficienza operativa e della supply chain. Manterremo uno stretto controllo dei costi, ridurremo ulteriormente i consumi interni e incrementeremo i recuperi energetici. In generale, limiteremo gli investimenti e conserveremo l'indebitamento entro livelli di sicurezza.
Saras ricorrerà agli ammortizzatori sociali?
In questi 50 anni Saras ha sempre ridotto al minimo il ricorso agli ammortizzatori sociali. E proseguiremo su questa strada, predisponendo tutte le altre contromisure possibili prima di far ricorso alla Cig.
I risultati dei primi nove mesi di Saras sono stati deludenti. Perché?
Risentono della forte contrazione dei consumi. Tuttavia nel 2009 abbiamo effettuato ingenti investimenti, peraltro all'interno di un periodo di bassi margini. Nel 2010 la raffineria marcerà pressoché a pieno regime, con una lavorazione attesa su base annua tra i 107 e i 111 milioni di barili.
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04/01/2010