###Crisi: un soccorso dalla Cina? E' il momento di chiederlo - IL COMMENTO


di Alberto Forchielli*
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 12 lug - L'attacco
speculativo e' molto forte e non penso che l'Italia riuscira'
a resistere. Per farcela occorrono interventi d'emergenza.
In questo momento l'unica potenza finanziaria che potrebbe
creare un baluardo credibile e' la Cina. Pechino lo farebbe
volentieri. Ma qualcuno sta interpellando la Banca centrale
cinese? I cinesi non si muovono su loro iniziativa, non sono
abituati intromettersi negli affari altrui se non vengono
invitati a farlo. Per questo sarebbe il momento che la Banca
d'Italia chiami la Banca Centrale di Cina. La Cina guarda
con grande preoccupazione alla situazione italiana ma anche
con grande interesse all'Europa, spera che l'Europa sia
un'ancora importante per il futuro in un ampio raggio di
settori. Il ruolo di Pechino nel debito pubblico italiano e'
gia' rilevante: le stime sono che la Banca centrale cinese
detenga circa il 13% del totale e circa un terzo di quello
estero. Ma non sarebbero queste le motivazioni per cui la
Cina potrebbe dare una mano per bloccare i movimenti
ribassisti. La Cina ha bisogno di un mercato, ha bisogno del
mercato europeo e ha bisogno di un euro forte non di un euro
debole. Inoltre non vuole un'altra crisi, non vuole una
crisi italiana e tende a non favorire le speculazioni, ma
piuttosto la stabilita'. Occorre pero' essere rapidi, molto
rapidi. In caso contrario il destino della partita in corso
e' segnato.
* presidente di Osservatorio Asia

(RADIOCOR) 12-07-11 12:18:45 (0160)news 5 NNNN