### Cina: nodo banche per il private equity -FOCUS- -3-


(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 02 ago - Nella nuova
arena competitiva le nuove reclute domestiche del PE cinese
dovranno imparare rapidamente le regole del gioco, oppure
soccomberanno, specialmente nel contesto di lotta contro
l'inflazione e di un'economia obbligata, seppur di poco, a
rallentare. Nell'assenza di venti propizi, solo i marinai
piu' capaci giungono alla meta. Competenza nell'investire e
attenta valutazione del rischio, unitamente a un lucido e
preventivo apprezzamento delle possibilita' d'uscita possono
risultare altrettanto efficaci rispetto ai vantaggi
legislativi locali. Man mano che il valore della
professionalita' nelle decisioni di investimento cresce e che
il contesto in cui fondi cinesi e stranieri operano si
evolve, il settore del PE puo' e deve adoperarsi nel
ricercare e incentivare una relazione piu' sana con le
istituzioni creditizie. Le banche, dal canto loro, si
ritrovano a operare in un sistema di regole sempre piu'
rigide. Esse devono far fronte a due principali fonti di
disagio nel considerare una potenziale cooperazione con gli
operatori di PE nel supportare le PMI. La prima e' costituita
dalla differenza nella mentalita' alla base dei concetti di
finanziamento attraverso debito o capitale di rischio, il
possesso di titoli che conferiscono una rendita fissa da un
lato e la partecipazione diretta al destino di un'azienda
dall'altra. Nel caso in cui un'azienda finanziata abbia
problemi, automaticamente si genera potenziale per un
conflitto tra creditori e shareholders. Per una banca
regolamentata, i numerosi e imprevedibili rischi che un
fondo di PE si ritrova ad affrontare durante il percorso
verso il successo o la sconfitta sono ardui da sopportare.
In virtu' di cio', delle partnership con operatori di PE,
magari nel contesto di una legislazione piu' favorevole,
potrebbero rappresentare una rivoluzione positiva in questo
senso. Quanto alle imprese, quando un'azienda si sottopone
al giudizio implacabile dei mercati azionari, deve guardare
al supporto congiunto di fornitori di credito e capitale di
rischio. Troppo spesso oggi gli aggressivi fondi di PE sono
gli unici sostenitori dei propri target, che si traduce in
un numero inferiore di potenziali compratori per le azioni
dell'impresa soggetta a quotazione. Senza un adeguato
supporto da parte del sistema bancario, le PMI cinesi e gli
intermediari di PE, si ritrovano svantaggiati nella
competizione globale. Nel momento in cui PE e PMI
riusciranno a portare banche e altre istituzioni creditizie
dalla loro parte, si assistera' all'inizio di un'era
caratterizzata dalla presenza di fonti di finanziamento
multiple e complementari. Questo permettera' alle imprese piu'
meritevoli di realizzare il proprio potenziale di crescita,
potendo soddisfare il proprio fabbisogno finanziario in
maniera rapida, efficiente e, soprattutto, adeguata alle
loro esigenze. Spesso gli obiettivi ambiziosi non vengono
espressi con la necessaria determinazione. Nonostante cio', e'
evidente come le aziende cinesi necessitino, ora piu' che
mai, che banche e fondi di PE comincino a lavorare insieme.
Red

(RADIOCOR) 02-08-11 16:19:14 (0236)FE,ASIA,CINA 5 NNNN