### Cina: il mancato cavaliere bianco della finanza europea - TACCUINO DA SHANGHAI


di Alberto Forchielli*

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 20 mar - Nessun
analista ragionevole si sarebbe aspettato che la Cina
sarebbe diventata il "cavaliere bianco" della finanza
europea. Pero' il paese non e' riuscito neanche a cogliere un
risultato minimo: togliere le macchie dalla sua reputazione
nel vecchio continente. La Cina aveva promesso aiuti, ha poi
smentito se stessa, e alla fine ha probabilmente perso
un'occasione. Nei momenti piu' bui della crisi sembrava
naturale rivolgersi a Pechino per un aiuto ineludibile. Se
le finanze dei Piigs barcollavano, il rischio che
trascinassero nel baratro l'intero sistema europeo era un
pericolo reale. Quando l'Italia e' entrata nella sofferenza
piu' drammatica, l'infezione non poteva essere piu'
circoscritta alle economie dell'Europa meridionale.
L'intervento dalla Cina apriva la strada ad un negoziato
strategico che avrebbe cambiato gli assetti geo-politici. I
capitali del Dragone, i piu' cospicui al mondo, avrebbero
potuto comprare il debito pubblico in cambio di risultati
concreti: la ripresa europea (vitale per le esportazioni
cinesi), la concessione dello status di "piena economia di
mercato", la rimozione dell'embargo sulle armi. La Cina si e'
sostanzialmente defilata da una trattativa effettivamente
complicata e rischiosa. Non ha mai indossato i panni del
cavaliere salvifico, rifugiandosi nella prudenza e forse nel
disimpegno. Ha soltanto continuato ad acquistare bund ed
asset industriali di imprese prestigiose. In conclusione, ha
giocato su tavoli sicuri, propri mentre aveva un'occasione
per rischiare e vincere. Oltre all'esitazione ha prevalso la
disabitudine alla trattativa articolata, ad assumere un
ruolo internazionale che sia in sintonia con le sue
dimensioni. Una politica di potenza, basata sull'esposizione
di muscoli economici, non puo' dispiegarsi su altri ambiti se
rimane ancorata alla collezione di record, sempre piu'
ripetitivi e quantitativi. La Cina avrebbe avuto bisogno di
uno scatto di visione e di orgoglio, capitalizzando sulla
propria forza. E' invece rimasta prigioniera dell'angustia
del proprio orizzonte ed ha perso una chance importante. Ora
l'economia europea sembra sulla strada di un lento recupero.
Le paure non sono dissipate, ma almeno i drammatici scenari
della fine dell'euro sono superati. Probabilmente l'Italia,
con la competenza del nuovo governo, rappresenta il cardine
di questa novita'.
* Presidente di Osservatorio Asia

(RADIOCOR) 20-03-12 09:48:17 (0087)ASIA,news 5 NNNN