In America vogliono lanciare un videogioco che permette di sparare all’interno di una scuola

Secondo la CNN, il gioco è stato sviluppato da Revived Games e pubblicato da una società russa chiamata Acid, è accessibile a tutti. Ma è partita una petizione per bloccarlo

In America vogliono lanciare un videogioco che permette di sparare all’interno di una scuola

È passata appena una settimana dalla sparatoria all’interno di una scuola superiore a Santa Fe, vicino a Houston, in Texas e 3 mesi a mezzo da quella alla Stoneman Douglas di Parkland, in Florida. Ma nonostante queste ferite siano ancora aperte, la piattaforma di videogiochi digitali Steam, di proprietà della Valve Corp., ha annunciato il lancio di un nuovo gioco che consente di uccidere poliziotti e civili all’interno di una struttura scolastica. Si chiama “Active Shooter” e , secondo quanto scrive la CNN, è stato sviluppato da Revived Games e pubblicato da una società russa chiamata Acid, che prevede di mettere in vendita il gioco per una cifra non superiore ai 10 dollari. Accessibile, quindi, a tutti a partire dal prossimo 6 giugno. A meno che le cose non cambino visto che contro questa nuova esperienza ludica, alquanto discutibile, sono scesi in campo compatti sia i ragazzi sopravvissuti a queste sparatorie che altri esponenti della politica e della vita pubblica americana.

Steam avrebbe deciso di lanciare il gioco insieme a un avviso che metterebbe in guardia gli utenti dalla pericolosità delle azioni mostrate. Secondo Variety, recita così: ”Per favore, non prendere sul serio nulla di tutto ciò. Questo gioco è stato realizzato per essere una simulazione e nient'altro. Se ti viene il desiderio di fare del male alle persone intorno a te, per favore cerca aiuto dagli psichiatri locali o componi il 911. Grazie”. Per chi ha deciso di combattere la diffusione delle armi nel Paese a suon di marce e campagne social, però, questo avvertimento non può bastare. Troppo simile a un lavarsi le mani dall’alimentare quello che, con troppa frequenza, avviene nelle scuole d’America.  Su Twitter alcuni dei ragazzi di Parkland hanno immediatamente fatto circolare la notizia, condividendo articoli e raccogliendo numerose adesioni.


Fred Guttenberg, quel maledetto San Valentino, ha perso la figlia uccisa dai colpi sparati da Nikolas Cruz. Da allora ha deciso di impegnarsi in prima linea affinché i fatti della Florida non ricapitassero più. Sul suo profilo twitter ha pubblicato sia il form tramite il quale scrivere all’amministratore delegato di Valve, Gabe Newell, che il suo numero di telefono. Il modo più efficace per tempestarlo di chiamate e proteste, per far sentire, forte e chiaro, il rumore della loro indignazione. L’unico, forse, per far ritirare il videogioco dal mercato.


Accanto ai civili, però, è scesa in campo anche la politica. Il senatore della Florida, Bill Nelson, ad esempio, ha lanciato un messaggio dove ha attaccato duramente l’azienda per la scelta di sviluppare e diffondere un gioco simile.

 

La petizione su Charge

Sul popolare sito è stata lanciata una raccolta firme per fermare il rilascio pubblico di Active Shooter. Oltre 75mila persone. da tutto il mondo, hanno già aderito e l’obiettivo finale, fissato a 150mila, sarà probabilmente raggiunto prima del 6 giugno. La domanda che viene posta ai creatori del gioco è molto semplice: “Come può qualcuno dormire la notte sapendo di trarre profitto dal trasformare sparatorie mortali in divertimenti?”. 



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