Volkswagen: Squinzi, e' frode, preoccupati per indotto Italia

(AGI) - Roma - "La vicenda Volkswagen va vista perquello che realmente e': una frode". Lo dice il presidente diConfindustria, Giorgio  

(AGI) - Roma, 21 ott. - "La vicenda Volkswagen va vista perquello che realmente e': una frode". Lo dice il presidente diConfindustria, Giorgio Squinzi, secondo cui anche se al momentonon si registra un calo degli ordinativi da parte delle impreseitaliane e ci sono "segnali rassicuranti" che arrivano daimarchi italiani che fanno parte del gruppo tedesco (Ducati,Lamborghini e Italdesign), "nutriamo forti preoccupazioni per ipossibili effetti dello scandalo sul nostro indotto". Intervenendo dinanzi alle commissioni riunite Ambiente eAttivita' produttive di Montecitorio, il numero uno diConfindustria ha premesso che "sul piano economico, gli effettidel caso Volkswagen, per le sue dimensioni, si estenderannoinevitabilmente oltre i confini dell'impresa: stiamo parlando,infatti, del secondo produttore mondiale di autoveicoli. Allostato attuale, e mancando ancora un set di dati solido - haaggiunto - si puo' notare solo la marcata caduta in ottobredell'indice che sintetizza la fiducia degli investitoritedeschi. Le indicazioni, invece, dalle imprese italiane nonsegnalano al momento rilevanti e anomali cambiamenti negliordini". Per quanto riguarda l'Italia, ha proseguito Squinzi, "loscenario presenta luci e ombre: segnali rassicuranti sonogiunti pochi giorni fa in merito ai piani di investimento per imarchi italiani che fanno parte del gruppo tedesco: Ducati,Lamborghini e Italdesign non verranno toccati dai tagli". "Al contrario - ha continuato - nutriamo fortipreoccupazioni per i possibili effetti dello scandalo sulnostro indotto. Le imprese italiane della componentistica autohanno da tempo indirizzato una quota crescente delle proprieproduzioni verso le commesse tedesche, tant'e' che la Germaniae' il nostro primo partner commerciale, pesando per il 25%sulle vendite italiane all'estero. I dati dell'Osservatoriodella Filiera Autoveicolare mostrano come meta' del fatturatocomplessivo annuo della componentistica auto sia costituitodall'export (20 miliardi di euro su 40 miliardi complessivi).Di questi, ben 4 miliardi derivano dall'export verso laGermania, dei quali 1,5 miliardi sono frutto delle commesse peril gruppo Volkswagen. E' evidente quindi - ha sottolineato -che sebbene sia ancora presto per quantificare i danni per ilnostro Paese, come il futuro del nostro indotto siastrettamente legato a quello della casa madre". (AGI).