Vacanze estive, in partenza 32 mln di italiani, +2mln ma budget r

(AGI) - Roma, 5 giu. - Il Pil torna in positivo, l'occupazioneaumenta e anche dal turismo arrivano i primi segnali positivi.La voglia di 'staccare' degli italiani e' infatti in ripresa,anche se il budget da dedicare alle ferie resta ridotto. Inoccasione dell'estate 2015, ha intenzione di andare in vacanzail 68% degli italiani, per un totale di oltre 32 milioni dipersone, quasi 2 milioni in piu' dello scorso anno. Rimanebassa, pero', la spesa media prevista per persona: perquest'anno la stima e' di 840 euro, il 18% di meno dei 1.022euro indicati nel 2010,

(AGI) - Roma, 5 giu. - Il Pil torna in positivo, l'occupazioneaumenta e anche dal turismo arrivano i primi segnali positivi.La voglia di 'staccare' degli italiani e' infatti in ripresa,anche se il budget da dedicare alle ferie resta ridotto. Inoccasione dell'estate 2015, ha intenzione di andare in vacanzail 68% degli italiani, per un totale di oltre 32 milioni dipersone, quasi 2 milioni in piu' dello scorso anno. Rimanebassa, pero', la spesa media prevista per persona: perquest'anno la stima e' di 840 euro, il 18% di meno dei 1.022euro indicati nel 2010, prima della crisi finanziaria. E' quanto emerge dalla consueta indagine di Confesercentied SWG sulle vacanze estive degli italiani. In generale,quest'anno si pensa di piu' alle vacanze, soprattutto per avereun po' di relax: per un italiano su tre - il 33% - l'estate del2015 sara' all'insegna della ricerca del riposo, una quota increscita di 12 punti percentuali rispetto al 21% rilevato loscorso anno. Sara' un'estate al mare per un viaggiatore su due, laCroazia supera la Spagna tra le mete estere preferite, crollail Regno Unito. In Italia la Puglia rimane la regione piu'gettonata. Boom delle case in affitto, ma l'albergo e' il piu'scelto: vi soggiornera' il 36%. Rimane alta, pero',l'attenzione a quanto si 'investe' nelle ferie. I vacanzieriche hanno intenzione di spendere meno della scorsa vacanzapassano dal 34% al 36%, quasi un milione in piu', sottolineaConfesercenti. A questi si aggiunge una quota del 29% chemanterra' invariato il budget. La questione economica, insomma,e' ancora al centro dei pensieri degli italiani. Non e' un casoche il 45% di chi va in vacanza indichi comunque proprio ledisponibilita' economiche come fattore decisivo nella scelta.Rispetto al 2014, si assiste comunque ad un miglioramento delclima di fiducia: calano sia la preoccupazione per l'economiaitaliana, fattore segnalato dal 13% contro il 16% dello scorsoanno, sia il timore di perdere il posto di lavoro, indicato dal10% contro il 14% dell'estate passata. L'11% di chi ha deciso di rinunciare alle ferie lo fara'perche' impegnato nel lavoro: si tratta del livello piu' altoregistrato negli ultimi 5 anni. Chi non si concedera' vacanze,pero', lo fara' soprattutto per questioni di budget: a frontedi una maggior propensione complessiva, chi rimane a casa lo fapiu' che in passato per ragioni economiche. Il 51%, infatti,adduce come motivo il non potersi permettere le ferie, il 9%in piu' dello scorso anno. Il 12% segnala invece problemifamiliari - assistenza a familiari, malati, bimbi piccoli - eil 13% sostiene, invece, che andra' in un altro periodo. Il 2015 segna anche il ritorno della piu' classica vacanzadi relax al mare, destinazione indicata da oltre un vacanzieresu due (il 54%). Si nota anzi una polarizzazione su questapreferenza a discapito di tutte le altre, le quali sono tuttein leggero calo tranne le citta' metropolitane, probabilmentegrazie all'effetto Expo. Chi sceglie le ferie in spiaggia lo fasoprattutto per il sole e la tintarella (motivazione indicatadal 30%), ma anche per l'aria piu' salutare (26%). Solo l'8%,invece, segnala la voglia di fare il bagno tra le ragioni percui preferisce il mare. La ricerca di comodita' si rifletteanche nell'aumento (da 42 a 45%) della quota di persone cheopteranno per lo stabilimento balneare attrezzato. Tra le destinazioni italiane, la piu' gettonata rimane comelo scorso anno la Puglia, che raccoglie il 17% delle preferenzeed e' seguita da Sicilia (14%) e Toscana (13%). All'estero,invece, la Spagna perde la supremazia che conservava dal 2008:viene superata infatti - anche se di un solo punto percentuale- dalla Croazia, indicata quest'anno dal 27%. In grande calo ilRegno Unito: quest'anno lo scegliera' il 4%, la scorsa estatee' stato il triplo, il 12%. Bene invece la Grecia, in crescitadal 19 al 23%. Ancora l'estate 2015 e' caratterizzata da un marcatoaumento della propensione a scegliere la casa in affitto,indicata come alloggio dal 25% contro il 15% dello scorso anno.Una crescita guidata, molto probabilmente, dal boom dei serviziweb per gli affitti brevi. Gli alberghi rimangono pero' in cimaalle preferenze: quest'anno uno su tre, pari al 36%, optera'per un soggiorno in hotel. Nonostante il budget ancora ridotto,cresce la richiesta di servizi da parte dei viaggiatori. Il 40%- dal 31% della scorsa estate - non rinuncia al collegamentoWi-Fi, il 18% ritiene necessaria la presenza di una piscina(contro il 12% del 2014), mentre l'11% vuole usufruire diservizi benessere, dal massaggio alla sauna. "Dalle rilevazioni emerge un quadro complessivamentepositivo, rafforzato anche dal meteo estivo: l'arrivo diScipione e la prospettiva di un'estate calda contribuiscono adaumentare la voglia di vacanza degli italiani", commentaClaudio Albonetti, Presidente di Assoturismo Confesercenti. "Inostri connazionali appaiono un poco meno preoccupati dellascorsa estate: un miglioramento del clima che si riflette anchesul turismo interno. Gli operatori turistici possono tornare asorridere, anche se - purtroppo - la ripresa ancora non si e'trasmessa alla spesa, che resta sottodimensionata. Adesso e'necessario capitalizzare questi primi spiragli di ripartenza:per farlo serve una svolta profonda delle politiche turistiche.Il settore soffre ancora e ha bisogno di interventi, anche sulfronte della promozione, per aiutare lo la ripresa del turismosui territori. Ma serve agire anche sul fisco, per ripristinarecondizioni paritarie di concorrenza con gli altri Paesi europeisull'Iva, da noi ancora troppo elevata". (AGI).