Usa: confronto di idee sull’imposta negativa sul reddito

Usa: confronto di idee sull’imposta negativa sul reddito
poveri in america (Afp) 
di Geminello Alvi
Roma - Il governo degli Stati Uniti spende più di 600 miliardi di dollari l'anno in programmi per aiutare i poveri. Si tratta di circa il 4% del pil totale degli Stati Uniti. La metà di queste spese sono per i programmi di salute, Medicaid e sussidi di assicurazione malattia ai sensi del cosiddetto Obamacare. L'altra metà risponde a una complessa gamma di programmi, tra cui buoni pasto, sussidi per la casa, l'Earned Income Tax Credit, e cash relief. E pertanto siccome le entrate totali dall'imposta sul reddito personale del governo federale ammontano a meno del 9% del pil, il che questi programmi ne coprono quasi la metà. La spesa per essi è superiore, inoltre, a quelli per la difesa e del 3,3% del pil speso per tutti gli altri programmi discrezionali non attinenti le spese di difesa. 
    Elencati questi dati l’autorevole Martin Feldstein, in un preciso articolo titolato “Ridurre le disuguaglianze e la povertà in America”, si pone il problema di come dovrebbe essere riformato questo troppo complicato insieme di misure. “Come devono modificarsi i programmi per i poveri in maniera di aumentarne la partecipazione ed evitare effetti negativi sulla incentivi al lavoro?” E seppure stia  ottenendo anche negli Stati Uniti una sorprendente quantità di attenzione favorevoli  Feldstein giudica tuttavia una cattiva idea lo Universal Income Benefit. Esso dovrebbe fornire a tutte le famiglie, sotto i sessantacinque anni,  redditi bastanti per tenerle sopra la soglia di povertà. E però a regime un trasferimento incondizionato risulterebbe  troppo costoso. Il suo costo netto anche dopo la sostituzione di tutti gli altri programmi, esclusi quelli sanitari, risulterebbe superiore a 1.5 trilioni di dollari l'anno, ovvero a più del 9% del pil statunitense. Il che, senza aumentare il deficit richiederebbe raddoppiare l’imposta sul reddito delle persone. 
    Perciò a questa soluzione Feldstein sembra preferire la vecchia proposta di Milton Friedman e James Tobin. Essa prevedeva un contributo a tutte le famiglie senza reddito sotto i sessantacinque anni per tenerle al di sopra del livello di povertà. Ma l'importo del trasferimento si sarebbe ridotto a poco a poco con l’aumento del loro reddito familiare. In altri termini oltre una certa soglia, le famiglie pagherebbero una tassa sul reddito come oggi; al di sotto di esso la tassa sarebbe negativa. (AGI)