Chi è Sarah al-Suhaimi, la prima donna alla guida della Borsa saudita

Sarah al-Suhaimi è stata nominata a capo della Tadawul. Ma c'è anche Rania Mahmoud Nashar, nuovo amministratore delegato del Samba Financial Group

Chi è Sarah al-Suhaimi, la prima donna alla guida della Borsa saudita
 Sarah al-Suhaimi presidente borsa di Riad

In Arabia Saudita le donne non possono stare al volante di un'auto. Ma possono stare al timone della più importante piattaforma di scambi del Regno: Sarah al-Suhaimi è stata nominata alla guida della Borsa di Riad (Tadawul) che, con un mercato azionario da 439 miliardi di dollari, è la seconda a livello regionale e la 21esima al mondo. 

Una donna alla guida della Borsa di Riad

Laureata alla King Saud University, con una specializzazione in contabilità, e un passato alla Harvard Business School per seguire il General Management Program, al-Suhaimi è stata anche la prima donna saudita nel 2014 a essere chiamata a dirigere la Ncb Capital, la maggiore banca di investimenti saudita appartenente alla National Commercial Bank. Prima di questo incarico, ha lavorato al Jadwa Investment e al Samba Financial Group, impegnata nella gestione di patrimoni di miliardi in azioni pubbliche e private, immobiliare e reddito fisso. Nel settembre 2013 era stata scelta, insieme ad altri 16, come membro del comitato consultivo della borsa.

E un'altra donna a dirigere il Samba Financial Group

Ma non è la sola novità: allo stesso Samba Financial Group hanno annunciato l'arrivo di Rania Mahmoud Nashar come nuovo amministratore delegato. Con un'esperienza ventennale nel settore, è considerata una specialista nella lotta contro il riciclaggio e ha seguito un programma di formazione della banca per rcoprire incarichi dirigenziali.

Piccoli segnali in un Paese ultra-conservatore

Impossibilitate a guidare un'auto, sottoposte al tutoraggio maschile per le più ordinarie attività - hanno bisogno dell'autorizzazione anche per andare dal medico, sposarsi o viaggiare - le donne saudite combattono da una vita contro un rigidissimo sistema sociale. 

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Una realtà che non solo ingabbia le donne ma ha anche pesanti ricadute economiche, come ha sottolineato il principe saudita Alwaleed Bin Talal, voce inedita fuori dal generale coro nazionale (maschile). "Questa situazione - ha sostenuto nel novembre scorso - ha un costo per l'economia nazionale, minando la produttività della forza lavoro". Entro il 2020, il Regno wahabita vorrebbe aumentare la percentuale di donne nel mercato del lavoro al 28% dal 23% dello scorso anno.

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