Anche l’Europa chiede alla Pubblica Amministrazione di saldare i conti con le imprese

Troppi i casi di ritardo nei pagamenti. L'Europarlamento chiede più verifiche e termini più stringenti per i rimborsi

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Daniel Kalker / DPA
Parlamento europeo, Bruxelles (AFP)

Non è solo un problema italiano, e il Parlamento europeo propone delle misure per aiutare le migliaia di Pmi e startup nell'Ue che falliscono ogni anno in attesa del pagamento di crediti dovuti anche dalle autorità pubbliche. 

La risoluzione non legislativa sulla lotta ai ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali è stata approvata il 17 gennaio con 570 voti favorevoli, 23 contrari e 26 astensioni.

 Sei imprese su 10 rischiano di andare giù

"In Europa sei imprese su 10 sono pagate in ritardo rispetto a quanto stabilito nel contratto. Con questa proposta introduciamo un maggiore sforzo per pagare entro i 30 giorni, una maggiore trasparenza riguardo il comportamento in materia di ritardo nei pagamenti, una white list per promuovere le imprese che si comportano correttamente e forme di compensazione obbligatorie e adeguate a livello fiscale", ha dichiarato Lara Comi, relatrice per la commissione per il mercato interno.

I deputati hanno sottolineato l'importanza di controlli più rigorosi sui termini di pagamento, nonché di forme obbligatorie di compensazione adeguata per le imprese in attesa delle somme dovute da parte delle autorità pubbliche, in modo che non siano costrette a fallire a causa di ciò.

Poiché la direttiva in vigore consente termini di pagamento oltre i 60 giorni, i deputati vogliono ridurre tali termini a 30 giorni.

Sostegno alle Pmi​

I deputati propongono, per proteggere le PMI che vantano crediti verso le autorità pubbliche, che i loro eventuali debiti fiscali siano calcolati come compensazione per i crediti non ricevuti e che si creino dei fondi di garanzia per garantire i loro debiti bancari.

I deputati esortano inoltre le autorità degli Stati membri considerare la possibilità di finanziare dei difensori civici indipendenti incaricati di indagare sui ritardi di pagamento e istituire servizi di mediazione gratuiti e riservati, in alternativa ai procedimenti giudiziari.

"Name and fame" per le buone pratiche di pagamento

Il Parlamento incoraggia gli Stati membri a prendere in considerazione l'istituzione di sistemi obbligatori di informazione sulle buone pratiche di pagamento ("name and fame") e a promuovere una cultura del pagamento rapido nelle relazioni commerciali.

La Commissione europea dovrebbe inoltre effettuare uno studio sui sistemi nazionali esistenti "name and fame", sia delle imprese che delle autorità pubbliche, ed esaminare la fattibilità nello stabilire criteri comuni per tali sistemi.

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“Le autorità pubbliche dovrebbero dare l'esempio”

Gli Stati membri e la Commissione dovrebbero adottare le misure necessarie per garantire che le autorità pubbliche paghino puntualmente i loro fornitori e che i creditori ricevano il pagamento automatico degli interessi di mora previsti dalla legge e un indennizzo, qualora i pagamenti in ritardo non prevedano procedimenti di mora. I deputati hanno infine chiesto alla Commissione di proporre un sistema di calcolo automatico degli interessi di mora.

 



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