Ue, Fiat deve a Lussemburgo 20 milioni ma Principato non condivide

(AGI) - Roma, 21 ott. - La Fiat dovra' restituire alLussemburgo "almeno 20 milioni" di euro. Lo ha stabilito laCommissione europea dopo 15 mesi di indagini sul trattamentofiscale privilegiato ("tax ruling")di cui la filialelussemburghese del gruppo automobilistico, Fiat Finance andTrade avrebbe goduto con "una riduzione indebita dell'onerefiscale per almeno 20-30 milioni dal 2012 ad oggi". Fca, dal suo canto, ribadisce oggi attraverso un portavocedi non avere ricevuto "alcun aiuto di Stato in Lussemburgo"."Fcf, la controllata di Fca in Lussemburgo - si diceva nellanota diramata ieri - non ha mai perseguito deroghe

(AGI) - Roma, 21 ott. - La Fiat dovra' restituire alLussemburgo "almeno 20 milioni" di euro. Lo ha stabilito laCommissione europea dopo 15 mesi di indagini sul trattamentofiscale privilegiato ("tax ruling")di cui la filialelussemburghese del gruppo automobilistico, Fiat Finance andTrade avrebbe goduto con "una riduzione indebita dell'onerefiscale per almeno 20-30 milioni dal 2012 ad oggi". Fca, dal suo canto, ribadisce oggi attraverso un portavocedi non avere ricevuto "alcun aiuto di Stato in Lussemburgo"."Fcf, la controllata di Fca in Lussemburgo - si diceva nellanota diramata ieri - non ha mai perseguito deroghe alle normegenerali attraverso esenzioni o facilitazioni non generalmenteaccessibili nel sistema fiscale lussemburghese". E' giunta anche la replica del governo del Lussemburgo, che"non condivide" il parere della Commissione e "si riserva ognidiritto". "In particolare, la Commissione non dimostra in alcunmodo l'esistenza di un vantaggio selettivo concesso a FiatFinance and Trade nell'ambito del quadro giuridico nazionale". I "tax rulings" fra filiali di societa' multinazionali eautorita' di uno Stato, "allo scopo di ridurre artificiosamentel'onere fiscale di una societa'", ha spiegato la commissariaalla Concorrenza Margrethe Vestager, "non sono conformi allenorme Ue sugli aiuti di Stato. Spero che le decisioni di oggifacciano passare questo messaggio negli Stati, a livello digoverni e imprese. Tutte le impree, grandi o piccole,multinazionali o non, devono pagare la loro giusta quota ditasse". Con questi accordi privilegiati, le filiali "non paganoquasi nessuna tassa sui profitti" e spalmano questo beneficio"su tutte le altre societa' del gruppo senza che questo siaeconomicamente giustificato". Nel caso Fiat, in particolare,secondo la Commissione "poiche' le attivita' di Fiat Financeand Trade sono comparabili a quelle di una banca, i suoi utiliimponibili si possono determinare, come per le banche,calcolando il rendimento del capitale impiegato dall'impresaper le attivita' di finanziamento. Ma il ruling fiscale inquestione avalla una metodologia artificiosa ed estremamentecomplessa che non e' appropriata per calcolare utili imponibiliche riflettano le condizioni di mercato". La riduzione fiscalesi basava su "una serie di ipotesi e di adeguamenti al ribassoingiustificabili dal punto di vista economico", che rendevano"la base di capitale stimata ai fini del ruling decisamenteinferiore al capitale effettivo della societa'". Inoltre, "laremunerazione stimata applicata a un capitale gia' moltoridimensionato e' anch'essa decisamente inferiore rispetto aitassi di mercato". Secondo Bruxelles, "se si fossero applicatestime per il capitale e la remunerazione conformi allecondizioni di mercato, gli utili imponibili dichiarati inLussemburgo sarebbero stati 20 volte maggiori". (AGI).