Il papà di Twitter ha un'azienda che già vale più di Twitter: Square 

La startup di Jack Dorsey oggi vale 17,1 miliardi, superata Twitter di quasi due miliardi 

Il papà di Twitter ha un'azienda che già vale più di Twitter: Square 
 (Afp)
 Jack Dorsey, 41 anni, fondatore di Twitter e Square

La piccola di casa ha superato la sorella maggiore. La capitalizzazione di Square, società di servizi finanziaria e pagamenti digitali, ha superato quella di Twitter: 17,1 miliardi di dollari contro 15,4. Square e Twitter hanno in comune il fondatore e il ceo: Jack Dorsey.

Square è nata nel 2009, tre anni dopo Twitter. E, mentre investitori e media si concentravano sulla piattaforma di microblogging, ha mosso i primi passi a cavallo tra hardware e servizi. Il primo prodotto è stato un lettore (di forma quadrata, come da nome della società) che si applica agli smartphone e consente di strisciare la carta di credito per pagare via mobile.

Sono poi nati altri dispositivi (come casse intelligenti per i punti vendita) e servizi di pagamento. Nel novembre 2015, due anni dopo Twitter, Square opta per la quotazione e ottiene una valutazione di 2,9 miliardi di dollari. Tutt'altra dimensione rispetto ai 31 miliardi di dollari della sorella al termine del primo giorno di contrattazioni.

L'esordio di Square a Wall Street è tribolato: a sei mesi dalla quotazione ha perso un quinto del proprio valore. Poi, però, inizia una lunga salita. Dal 2015 condivide il ceo con Twitter: Dorsey, da sempre alla guida della società fintech, decide di tenere per sé anche il timone del suo social dopo l'addio di Dick Costolo. Ma i risultati delle sue due creature non sono uguali: sotto pressione per utenti e fatturato che non crescono sufficienza, le azioni della società sono calate del 42% da quando il fondatore è anche ceo.

Twitter fatica, Square si espande

Alla piattaforma dei cinguettii si rimprovera proprio la capacità di espandere il proprio business. Square, invece, si espande. È ancora in perdita (nell'ultima trimestrale ha registrato un rosso di 16 milioni) e ha registrato un fatturato di 257 milioni di dollari. Nello stesso periodo, Twitter ha incassato di più (590 milioni) ma ha anche perso di più (21 milioni). E soprattutto è cresciuta molto meno (anzi, ha inserito la retromarcia): nel trimestre chiuso a settembre, il fatturato di Square è cresciuto del 45% anno su anno mentre quello di Twitter è diminuito del 4%.

I conti hanno quindi spinto le azioni di Square al sorpasso. Ma non è solo una fiammata: negli ultimi 3 mesi le azioni si sono apprezzate dell'80%. Valgono ormai più del doppio rispetto a quelle di Twitter e vengono indicate dagli analisti con un “buy”, cioè con un consiglio di accumulo in previsione di ulteriori rialzi.

Merito non solo dei numeri a bilancio ma anche dell'evoluzione in corso: all'inizio di settembre, la società ha presentato alle autorità americane (la Federal Deposit Insurance Corporation) la richiesta per diventare una “industrial loan company”. Cioè una società che può concedere prestiti e offrire depositi, come una banca. E a metà novembre ha annunciato che sperimenterà le transazioni di bitcoin, per rendere la gestione delle criptovalute “più veloce e semplice”.    

 


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