Twitter compie 12 anni: come è cambiato dal primo cinguettio ad oggi 

Il primo tweet del fondatore Jack Dorsey oggi suona un po' sprecato. Come è cambiato il suo utilizzo, l'estetica e l'uso dei caratteri 

Twitter compie 12 anni: come è cambiato dal primo cinguettio ad oggi 

Ci sono frasi dense di significato che restano nella storia. E poi ce ne sono altre che saranno ricordate anche se non sono proprio degne di Neil Armstrong e del suo "balzo per l'umanità". Chissà se, potendo, Jack Dorsey ci penserebbe un pò su prima di inviare online il primo tweet: sono le ore 22 del 21 marzo 2006.

Il fondatore di Twitter scrive "Inviting coworkers" ("Invitare i colleghi"). Non proprio un aforisma memorabile. Si tratta del primo cinguettio scritto da un umano e postato in tempo reale. A oggi, conta poco più di 5.000 retweet e 3.670 "mi piace". Pochi minuti prima, alle 21.50, l'account di Dorsey (@jack) aveva pubblicato il primo messaggio in assoluto (ma programmato e postato in automatico dalla piattaforma). Anche in questo non proprio una massima per i posteri: "Just setting up my twttr" ("sto solo impostando il mio twttr").

Da allora sono passati 12 anni e molto è cambiato.

Quanto vale Twitter 

Nel 2006 Twitter è stata appena fondata. Accanto a Dorsey, che oggi è ceo della società, ci sono Noah Glass, Biz Stone e Evan Williams. Il lancio ufficiale sarebbe arrivato quattro mesi dopo quel primo cinguettio, a luglio. Nel 2007 gli investitori iniziano ad accorgersi della piattaforma: arriva il un round da 5 milioni di dollari. Sono i primi di una raccolta complessiva che, negli anni, raggiungerà 1,5 miliardi. Nel 2013 è tempo di quotazione e di un percorso in Borsa che alterna molte delusioni a segnali di ripresa. Il titolo si era proposto si era proposto ai mercati con un prezzo di 26 dollari. Oggi ne vale 34,8. Twitter ha una capitalizzazione da 26,7 miliardi e, per la prima volta nella sua storia, ha chiuso un trimestre in utile (l'ultimo del 2017).

L'arrivo dell'uccellino Larry

Da quelle prime frasi a oggi, Twitter ha modificato la grafica e ha via via ampliato la gamma dei contenuti pubblicabili. Alle parole si sono aggiunte le foto. Poi i video e le gif. Rispetto a 12 anni fa, la piattaforma è più colorata e accattivante. Nel 2006 non c'era ancora neppure il logo dell'uccellino azzurro: sarebbe comparso solo nel 2010, con un sostanzioso ritocco nel 2012. Il suo aspetto è molto conosciuto, ma non tutti sanno che ha anche un nome (non ufficiale ma circolato in fase di sviluppo). Si chiama "Larry", "Larry the Bird". Letteralmente "l'uccellino Larry", ma in realtà un omaggio a Larry Bird, uno dei più grandi cestisti della storia della Nba.

L'evoluzione dei 140 caratteri 

Per anni i dirigenti non si sono scostati dal limite dei 140 caratteri. Grande difensore di questo paletto è stato Dick Costolo, l'uomo chiamato da Dorsey a guidare Twitter tra il 2010 e il 2015. Quando (viste le pressioni degli azionisti) il fondatore e allora presidente decise di riprendere in mano la gestione operativa della società, molti si aspettavano una rivoluzione. Dorsey ha invece optato per un'evoluzione più graduale.

I 140 caratteri sono diventati 280 solo nel novembre 2017. è stato il punto di non ritorno, anche se da tempo la piattaforma aveva escogitato diversi accorgimenti per aggirare il limite. Era stato prima rimosso nei messaggi diretti. Poi sono stati esclusi dal conteggio i link. La possibilità di inserire foto e taggare fino a dieci profili permetteva di coinvolgere più account senza consumare spazio. E, nel 2017, quasi in contemporanea con il raddoppio dei caratteri, è arriva la semplificazione del "tweetstorm", la funzione che permette di postare più facilmente tweet collegati tra loro. 



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