Turismo: Federalberghi esulta, "in estate +4% sul 2014"

(AGI) - Roma  - Nel dettaglio i pernottamenti degliitaliani da gennaio a settembre sono cresciuti nei primi novemesi del 2,8% e  

(AGI) - Roma, 8 ott. - Nel dettaglio i pernottamenti degliitaliani da gennaio a settembre sono cresciuti nei primi novemesi del 2,8% e quelli degli stranieri hanno registrato unincremento del 3,6%. A riprova tuttavia dell'incertezza cheancora grava pesantemente sull'intero settore e che affligge ibilanci delle imprese ricettive, emergono i datidell'occupazione nel comparto alberghiero che segnano unaflessione dei lavoratori dell'1,3%, suddiviso in un -0,6% dilavoratori a tempo indeterminato ed un -1,9% di lavoratori atempo determinato. "E' stata un'estate in buona crescita quella appenatrascorsa per il turismo italiano, con un +4% di presenzealberghiere da giugno a settembre, - afferma Bocca - ma ora nonsi prenda a pretesto questo andamento finalmente positivo, dopoanni di crisi nera e recessione, per tassare ulteriormente unsettore che se sta rialzando a fatica la testa e producendoricchezza per il Paese lo deve alla professionalita' ed alsacrificio di decine di migliaia di imprenditori e centinaia dimigliaia di lavoratori". "Il riferimento - sottolinea Bocca - e' relativoall'ipotesi circolata in questi giorni di aumentare l'impostadi soggiorno che, tra l'altro, e' gia' la piu' alta in Europa eper la quale inviterei il Governo a fare i controlli e farpagare la tassa a tutti quelli che la devono pagare acominciare dai bed and breakfast abusivi (ne spuntano ognigiorno di nuovi) e agli affitti brevi di seconde case (anche diuna sola notte). Per il solo Giubileo straordinario il Censisha stimato un rischio per gli affitti in nero che potrebbearrivare a 40 milioni di Euro in meno di incassi fiscali". Finora sono 735 i comuni italiani - come risultadall'ultimo report realizzato dalla Federalberghi con ilsupporto dello Studio Becheri - che applicano l'imposta disoggiorno (712 comuni) o l'imposta di sbarco (24). Tali comuni,pur costituendo 'appena' il 9% degli 8.047 municipi italiani,detengono il 56,3% della capacita' ricettiva nazionale edospitano il 66,8% dei pernottamenti che i clienti italiani estranieri effettuano ogni anno nel nostro Paese. I 735 comuni si distribuiscono per il 34,3% nel nord-ovest,il 24,8% nel nord-est, il 19,6% nel centro e il 21,4% nelmezzogiorno. Il 22,8% dei comuni (162) che applicano l'impostasono localita' balneari. Un peso analogo e' rivestito dallelocalita' montane (159 comuni; 22,3%) e collinari (154 comuni;21,6%). Le citta' d'arte sono 'solo' 65, ma comprendono lecosiddette capitali del turismo italiano, che muovono grandinumeri. Le destinazioni lacuali sono 86 e quelle termali 31. "Altro tema, - aggiunge il presidente degli albergatoriitaliani - al quale guardiamo con attenzione e preoccupazione,e' il percorso di modifica della tassazione sugli immobili.L'Imu piu' la Tasi pagati nel solo 2014 dal comparto ammonta acirca di 893 milioni di Euro, pari a 817 euro per ciascunadelle 1,1 milioni di camere esistenti nei circa 34 milaalberghi italiani. La proposta che avanziamo e' di riconoscerela tipicita' dell'immobile alberghiero, che costituisce uninvestimento ad uso produttivo, al pari dei cosiddettiimbullonati che si prevede di esentare, aumentando ladeducibilita' degli importi pagati dalle strutture ricettive. "Ed infine la promozione - conclude Bocca - attivita' senzala quale il recupero registrato quest'anno rischia didissolversi gia' nei primi mesi del 2016. Non possiamo infattiriposare sugli allori e riteniamo come sarebbe ora che l'Enit,appena riformato, venisse messo in condizioni di operareattivamente, altrimenti ne soffrira' l'intero sistema turisticonazionale". (AGI).