Donald Trump si è preso un mese per decidere sui dazi contro la Ue

Ma a Bruxelles non basta: "Non negoziamo sotto minaccia"

Donald Trump si è preso un mese per decidere sui dazi contro la Ue

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha deciso di posticipare al 1 giugno la decisione sui dazi all'import negli Stati Uniti di acciaio e alluminio dall'Unione europea e da altri Paesi 'amici'. Ma il rinvio non basta a Bruxelles che avverte di non voler "negoziare sotto minaccia" e chiede più certezze per i mercati con un'esenzione stabile.

Oggi sarebbero dovute entrare in vigore tariffe del 25% più alte sull'acciaio e del 10% sull'alluminio importati negli Stati Uniti. Il rinvio della decisione sull'imposizione dei dazi riguarda, oltre che l'Unione europea, anche il Canada e il Messico mentre sono stati raggiunti accordi "di principio" con Argentina, Australia e Brasile, "per i quali saranno presto finalizzati i dettagli".

Pechino, da parte sua, non intende accettare le proposte di Trump di un taglio di 100 miliardi del deficit commerciale Usa con la Cina (pari a 375 miliardi di dollari annui) e di una riduzione del piano cinese da 300 miliardi per lo sviluppo di tecnologie avanzate per l'industria come l'intelligenza artificiale, i semiconduttori, le auto elettriche e gli aerei commerciali.

"Non negozieremo sotto minaccia"

Il commissario europeo al commercio, Cecilia Malmstrom, ha sottolineato che "l'UE ha costantemente espresso la volontà di discutere le attuali questioni di accesso al mercato di interesse per entrambe le parti, ma ha anche chiarito che, come partner e amico di lunga data degli Stati Uniti, non negozierà sotto minaccia. Il negoziato deve essere equilibrato e reciprocamente vantaggioso".

Secondo la Commissione, con il nuovo rinvio della decisione, gli Usa stanno solo prolungando "l'incertezza sui mercati". L'esecutivo UE ribadisce che "l'Ue dovrebbe essere totalmente e definitivamente esentata da queste misure perché non possono essere giustificate da ragioni di sicurezza nazionale".

Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, scrive su Twitter: "L'esenzione sulle tariffe solo fino al 1 giugno non è sufficiente. L'incertezza è dannosa per l'industria su entrambe le sponde dell'Atlantico. Ci aspettiamo che l'UE sia esentata una volta per tutte. Giochiamo secondo le regole e lavoriamo insieme per isolare chi non lo fa".

Anche la Germania reclama "un'esenzione duratura" dai dazi americani sull'importazione di acciaio e alluminio. Berlino afferma che "il governo tedesco ha preso atto della decisione" di Trump, ma "attende un'esenzione duratura". 

Gentiloni: "Serve un'esenzione permanente"

Sul tema interviene anche il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. "Il Governo italiano", si legge in una nota di palazzo Chigi, "prende atto della decisione degli Stati Uniti d'America di prorogare di un mese l'esenzione all'Ue dai dazi Usa su acciaio e alluminio. Riteniamo ora essenziale che si giunga ad un'esenzione permanente. In tale prospettiva occorre intensificare il dialogo fra Ue e Stati Uniti d'America che dev’essere all'altezza dell’eccezionalità dei rapporti economici transatlantici. L'Italia - prosegue Palazzo Chigi - è pronta a continuare a lavorare in ambito Ue per realizzare con gli Usa un percorso positivo che possa ulteriormente approfondire i rapporti commerciali, a tutela delle imprese e dei consumatori e nel rispetto delle regole del commercio multilaterale".



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