Troppi contenziosi con il fisco. Il governo vuole "rottamarli"

Troppi contenziosi con il fisco. Il governo vuole "rottamarli"
 Tasse fisco pagamenti

Le liti dei contribuenti italiani con il Fisco valgono 32 miliardi di euro e sono oltre 460mila i processi tributari pendenti. Per non parlare dell'arretrato, "un macigno da 50mila cause" che, secondo il primo presidente di Cassazione, Giovanni Canzio, rappresenta una vera e propria "emergenza". Ecco perché il Governo sta valutando l'ipotesi di 'rottamazione' delle liti tributarie sul modello della rottamazione delle cartelle esattoriali già varata. E si studia la possibilità di istituire una sezione tributaria bis composta da 50 giudici ausiliari. Casero ha aperto anche all'ipotesi di alzare la soglia per la mediazione extragiudiziale delle piccole liti tributarie pendenti da 20mila a 50mila euro.

I numeri dei contenziosi

Guardando ai numeri, nel 2016 le liti tra gli italiani e il fisco hanno toccato quota 32 miliardi, in lieve calo rispetto ai 34 miliardi registrati nel 2015. In aumento il valore medio dei giudizi, pari a 112.363 euro per quelli delle Corti tributarie provinciali e 194.104 euro per quelle regionali.

  • I processi pendenti tributari al 31 dicembre 2016 sono in totale 468.839, a fronte dei 530.521 del 2015, di cui 318.192 nel grado provinciale e 150.647 in quello regionale.
  • I nuovi processi iscritti a ruolo sono stati 232.992 di cui 164.101 nel grado provinciale e 68.891 in quello regionale. Nell'anno sono state decise controversie per un totale di 294.289 di cui 232.077 del grado provinciale e 62.212 di quello regionale.
  • A fronte dei provvedimenti cautelari richiesti, quelli decisi sono stati 53.348 nel grado provinciale, di cui concessi il 43,39% e 2.230 nel grado regionale, di cui concessi il 28,97%.
  • In "forte" recupero l'arretrato tributario, che come ha spiegato il presidente del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, Mario Cavallaro, si è attestato al 12%, raddoppiando quasi il rispetto al 2015. Secondo Cavallaro "questo risultato straordinario non è in alcun modo intaccato dalla diminuzione rispetto al 2015 del numero complessivo degli ingressi (pari a -1% nel grado regionale e a -13% in quello provinciale) poichè comunque imponenti sotto il profilo quantitativo e di grande rilievo sotto il profilo della consistenza rimangono gli affari trattati".

In Cassazione 50mila cause arretrate

Nel messaggio inviato per l'inaugurazione dell'anno giudiziario tributario il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha invitato a "individuare gli strumenti per assicurare equità ed efficienza nell'esercizio della giurisdizione tributaria". Il capo dello Stato l'ha definita "un'utile occasione per operare una verifica dei risultati nel lavoro svolto per un efficace equilibrio tra i diritti del contribuente e i doveri di concorrere alle spese di carattere collettivo". Un segnale d'allarme è stato lanciato da Canzio. "Quattro su dieci sono ricorsi in materia tributaria. Oggi, dopo 17 anni, abbiamo una pendenza di oltre 105-106 mila ricorsi, non è tutta ascrivibile al contenzioso tributario, ma ha una buona responsabilità", ha spiegato Canzio sottolineando che sulla Cassazione incombe "un macigno da 50mila cause arretrate". "Se si è in presenza di una vera emergenza, chiediamo provvedimenti emergenziali a chi ne ha la responsabiltià. La Cassazione civile non può diventare Cassazione tributaria", ha concluso.

Il primo presidente di Cassazione ha lanciato quindi un appello al legislatore perchè trovi "un'equa soluzione" per abbattere la mole di arretrato come ad esempio l'istituzione di una nuova sezione ad hoc o il patteggiamento in appello. Appello che è stato accolto dal viceministro Casero che ha annunciato una riforma organica delle commissioni tributarie. "Il governo ha avviato lo studio di misure per sciogliere i nodi fondamentali della giustizia tributaria", ha sottolineato Casero, evidenziando "la mole spropositata del contenzioso tributario che impone l'adozione di provvedimenti realmente efficaci". Il disegno di riforma, ha spiegato, potrebbe prevedere commissioni tributarie formate "da due giudici togati e uno no, per dare maggiore potenzialità di efficacia ed efficienza alla giustizia tributaria". Altro nodo da sciogliere è quello "della dipendenza dal ministero dell'Economia delle commissioni tributarie".

L'appello all'Agenzia delle Entrate 

Canzio ha chiesto anche "un impegno forte dell'Agenzia delle Entrate e dell'avvocatura a chiudere le controversie inutili". E non si è fatta attendere la risposta del direttore delle Entrate, Rossella Orlandi, che ha ricordato che "sui ricorsi presentati in Cassazione nel 2015-2016" e su cui l'Agenzia si oppone "vinciamo 9 volte su 10". "Stiamo lavorando con la Cassazione per avere sentenze pilota, se la giurisprudenza è altalenante non possiamo dire che abbandoniamo perchè non sono soldi nostri, dobbiamo attendere la giurisprudenza", ha spiegato Orlandi sottolineando, comunque, che "i dati sulle sentenze sono confortanti e che si va migliorando. Il problema - ha concluso - resta lo smaltimento dell'arretrato".