Tav verso la bocciatura, esito negativo dell'analisi costi-benefici

Secondo alcuni giornali la relazione del gruppo di esperti chiesta da Toninelli avrebbe definito il progetto "non vantaggioso e inopportuno"

Tav verso la bocciatura, esito negativo dell'analisi costi-benefici
Pierpaolo Scavuzzo / AGF 
 Danilo Toninelli

Sarebbe una bocciatura dell'opera quella contenuta nell'analisi costi-benefici sulla Tav, la linea ferroviaria ad Alta velocità fra Torino e Lione. Il documento è stato consegnato ieri al ministero delle Infrastrutture dal professor Marco Ponti, presidente del gruppo di esperti indicato sette mesi fa dallo stesso Danilo Toninelli.

Secondo quanto riportano diversi quotidiani stamane sulla base di fonti, la decisione finale verrebbe rimessa al governo, che ne discuterà al suo interno e farà tutte le valutazioni del caso. Ma dal punto di vista strettamente tecnico il completamento dell'opera, per la quale sono già stati scavati 21 chilometri di gallerie su un tracciato complessivo di 270, viene considerato "non vantaggioso, inopportuno", si legge su Il Corriere della Sera.

Secondo il gruppo di esperti, riporta il giornale, gli effetti in termini di miglioramento dei tempi di percorrenza, di abbattimento delle emissioni per lo spostamento del traffico dalla gomma alla rotaia, di crescita dell'economia per i cantieri della stessa opera non giustificherebbero la spesa prevista. Ponti aveva dato ieri sera la notizia di aver consegnato il documento senza aver fatto alcun cenno sul suo contenuto.

Tav verso la bocciatura, esito negativo dell'analisi costi-benefici
 I lavori sul cantiere della Tav

"Il documento ricevuto dal professor Ponti e dalla sua task force avevano fatto sapere fonti del Mit è una bozza preliminare". Ed è "allo studio della Struttura tecnica di missione del ministero per un vaglio di conformità rispetto alle deleghe affidate". In ogni caso, sempre secondo il ministero, "l'analisi di carattere tecnico economico e la parallela analisi giuridica andranno doverosamente condivise con la Francia, la commissione europea e in seno al governo, prima della loro pubblicazione". 

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