No, il tweet di una star dei reality non ha fatto perdere un miliardo a Snap

La spiegazione del crollo in borsa proposta da Bloomberg è decisamente superficiale

No, il tweet di una star dei reality non ha fatto perdere un miliardo a Snap

"Con un solo tweet, Kylie Jenner ha spazzato via 1,3 miliardi di dollari (circa un miliardo di euro, nda) del valore di mercato di Snap​". Questo il titolo effetto scelto da Bloomberg per spiegare il tonfo del 7% accusato giovedì a Wall Street dall'azienda proprietaria di Snapchat​. Il riferimento è al 'cinguettio' di una star americana dei reality show, che si è chiesta se fosse rimasta l'unica ad usare il social network.

La ventenne, componente del clan Kardashian​, è molto popolare in rete ma, per quanto intensa (e bizzarra, per noi europei) sia l'ossessione degli anglosassoni per le celebrità televisive, può davvero un tweet spazzare via una simile fetta della capitalizzazione di una società quotata? 

L'apocalittico titolo di Bloomberg ha ispirato quelli di diverse altre pubblicazioni. Le ragioni dello scivolone sono però assai più complesse, hanno fatto notare altre testate, tra cui Mashable, che ha sottolineato come l'andamento del titolo di Snap, già in passato soggetto a fluttuazioni importanti, avesse seguito un trend negativo per tutta la settimana. Giovedì 15 febbraio il titolo valeva 19,50 dollari; oggi ne vale 17,50, dopo aver toccato ieri un minimo di 17,14 dollari. 

A innescare i ribassi, come del resto scrive la stessa Bloomberg nel suo articolo, era stato innanzitutto il declassamento delle azioni deciso da un analista di Citigroup, Mark May, sull'onda delle pessime reazioni alla nuova interfaccia di Snapchat, sfociate in una petizione da milioni di firme su Change.org e addirittura falsi post su Twitter, divenuti virali, nei quali si spiegava un modo per tornare al vecchio design. Ma c'è di più: ieri la compagnia ha presentato alla Sec (l'equivalente americano della Consob) la propria relazione annuale, nella quale menzionava numerosi fattori di rischio, dall'eccessivo appoggiarsi all'infrastruttura cloud di Google alla difficoltà nel reggere la concorrenza di Facebook, fino alla mancanza di una sede centrale che "minaccia il morale dei dipendenti". Sono quindi numerosi e complessi i problemi di Snap, che ancora deve trovare un modello di business in grado di portare i conti in utile. E Kylie? Sembra essersi riconciliata con il suo social network preferito.

 



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