Sempre più Cina nel futuro di Tesla con il nuovo supercharger da 50 posti

Il gruppo si espande ma almeno quattro startup gli faranno concorrenza nella prospettiva di uno stop delle auto a benzina

Sempre più Cina nel futuro di Tesla con il nuovo supercharger da 50 posti
SHAN HE / IMAGINECHINA 
 Tesla

Tesla sempre più proiettata verso la Cina. Il gruppo di Elon Musk ha realizzato un maxi-supercharger per i propri veicoli, a Pechino, che può ospitare contemporaneamente fino a cinquanta autovetture, per una potenza stimata a pieno regime di tre megawatt, secondo i calcoli del sito web Electrek, che per primo ha condiviso online le immagini della nuova struttura.

La nuova stazione di ricarica eguaglia per dimensioni quelle già operative a Shanghai e in un’altra zona di Pechino. L’investimento è giustificato dalle prospettive di crescita per le vetture a marchio Tesla: nel 2016, il gruppo ha venduto in Cina circa undicimila vetture per un totale di un miliardo di dollari. Pur rimanendo indietro rispetto agli Stati Uniti per i supercharger a marchio Tesla, la Cina è in fase di recupero: delle 1120 località nel mondo in cui si trovano gli oltre ottomila supercharger gestiti dal gruppo di Elon Musk, 146 sono oggi in Cina, contro 447 negli Stati Uniti.

Per Tesla, l’obiettivo, a livello globale, è quello di arrivare a diciottomila stazioni entro la fine del 2017.

Sempre più Cina nel futuro di Tesla con il nuovo supercharger da 50 posti

I competitor non stanno a guardare

Il futuro lascia presagire un ruolo sempre maggiore per il gruppo di Elon Musk in Cina: a ottobre scorso, Tesla ha raggiunto un accordo con la municipalità di Shanghai per il primo impianto di assemblaggio delle proprie autovetture in Asia, che sorgerà nell’area di libero scambio della metropoli. Prima ancora, a inizio 2017, il gruppo aveva annunciato un finanziamento da parte del gruppo TenCent, che gestisce la piattaforma di messaggistica istantanea WeChat, per il 5% del capitale di Tesla, pari a 1,78 miliardi di dollari.

Il settore delle auto elettriche, in Cina, è destinato ad aumentare nel corso degli anni, stando almeno agli annunci ufficiali: a settembre 2017, il vice ministro dell’Industria e dell’Information Technology, Xin Guobin, aveva annunciato che la Cina si stava preparando allo stop di auto a benzina e diesel, per ridurre le emissioni inquinanti, unendosi, in questa mossa ecologista, ad altre città europee. I competitor locali di Tesla non restano, però a guardare.
 
In questa nuova fetta di mercato destinata alle auto verdi, sono almeno quattro le startup del settore che puntano a replicare un successo simile a quello di Tesla e a farle diretta concorrenza, secondo il magazine Caixin. Una di queste, Xiaopeng Motors, sembra oggi in pole position, dopo avere raccolto investimenti per cinque miliardi di yuan (790,3 milioni di dollari) e dopo avere ottenuto il supporto del gigante dell’e-commerce cinese, Alibaba, che detiene il 10% della società e che proprio oggi ha confermato un investimento da 2,2 miliardi di yuan (247,7 milioni di dollari) assieme a Foxconn. Le altre tre start-up con nuovi modelli in uscita quest’anno sono Nio, Weltmeister Motors e Singulato Motors, tutte in partnership con i grandi gruppi dell’industria automobilistica cinese.

Proprio il Ceo di Nio, Louis Hsieh, ha dichiarato di recente ai microfoni di Cnbc, che anche se il gruppo di Elon Musk costituisce una minaccia, “pensiamo di essere in grado di raccogliere la sfida”. Ritirarsi dalla partita non è un’ipotesi da prendere in considerazione se si guarda ai numeri che provengono da Pechino. Lo scorso anno, secondo dati dell’associazione di produttori di automobili, la China Association of Automobile Manufacturers, sono state vendute 777mila vetture elettriche e alimentate a nuove fonti energetiche, il 53,3% in più rispetto al 2016, e un nuovo aumento del 40% rispetto ai numeri del 2017 è atteso entro la fine del 2018.



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