Perché Standard & Poor's ha promosso l'Italia alla fine della legislatura

L'agenzia ha rivisto a rialzo il rating del nostro Paese riconoscendo la bontà degli indicatori economici. Le incertezze sul quadro politico sembrano non aver pesato. Articoli di Corriere della Sera  e Sole 24 Ore

Perché Standard & Poor's ha promosso l'Italia alla fine della legislatura

L'agenzia Standard & Poor's ha rivisto al rialzo il rating dell'Italia portandolo a 'BBB/A2' con outlook stabile. "Rivediamo al rialzo il rating dell'Italia - spiega l'agenzia - per le migliorate prospettive di crescita economica, sostenute da un rialzo degli investimenti e della crescita dell'occupazione così come dalla politica monetaria espansiva". In questo contesto - aggiungono da S&P - il rialzo riflette anche i diminuiti rischi nel settore bancario per l'outolook economico e un ulteriore consolidamento di bilancio. L'Agenzia prevede che il Pil crescerà dell'1,4% quest'anno, ben oltre le precedenti stime ferme allo 0,9%. S&P ritiene che le riforme compiute negli ultimi due anni dalle autorità italiane per risolvere le difficoltà del settore finanziario dovrebbero sostenere i miglioramenti economici in corso. L'incertezza politica legata all'esito delle prossime elezioni politiche - aggiunge - potrebbe pesare sulla performance economica dell'Italia e sulle condizioni del settore finanziario. Secondo S&P, il governo può raggiungere l'obiettivo di un deficit di bilancio del 2,1% del Pil. L'agenzia potrebbe considerare un'ulteriore revisione al rialzo del rating se il governo continuerà ad implementare riforme strutturali che sostengono le prospettive di crescita economica o se inzierà a ridurre il debito pubblico. 

L’Italia non riceveva una promozione del suo rating sovrano da una delle principali agenzie internazionali dal 2002, scrive Il Sole 24 Ore. Da Standard & Poor's l’unica promozione per l’Italia risale addirittura al 1988.

L'incognita politica 

Scrive Il Corriere della Sera: "La crescita migliora la capacità di un Paese di ripagare il proprio debito pubblico, perché alla fine il rating è questo che misura. E la situazione delle banche italiane, come sottolinea il comunicato, è di sicuro migliore rispetto ai mesi scorsi. Ma ci sono anche degli indicatori che sembrano andare in direzione opposta". "La promozione è un riconoscimento al lavoro fatto per tirare fuori l’Italia dalla recessione. Ma anche una linea di credito aperta per sostenere chi ha guidato il Paese in questi anni. Quasi un endorsement. Quasi una mozione di sfiducia contro una possibile alternativa.

Aggiunge il quotidiano di via Solferino: "Di solito l’incertezza politica è un argomento usato dalle agenzie di rating per prendere tempo, in alcuni casi anche per rivedere in peggio l’outlook, cioè le aspettative per il futuro. A marzo, negli stessi giorni in cui l’agenzia veniva assolta a Trani dall’accusa di manipolazione del mercato, proprio «l’incertezza politica» aveva spinto Standard and Poor’s a dirsi preoccupata per la tenuta della crescita in Italia. È vero che il nostro rating era arrivato a un livello forse eccessivo: un solo gradino sopra il livello spazzatura, in compagnia dell’Azerbaigian e dell’isola caraibica di Monteserrat. E anche stavolta l’incertezza politica — che si lega alle elezioni italiane, specie agli occhi di un’agenzia controllata da fondi americani — viene citata come un’incognita. Ma sembra aver funzionato al contrario".

"Siamo finalmente in una fase di ripresa dalla crisi economica. Le cicatrici degli ultimi dieci anni non sono rimarginate. Non sono i numeri della macroeconomia che le hanno curate, c'è bisogno di tempo". L'ha dichiarato il presidente del Consiglio dei ministri Paolo Gentiloni a Cagliari nel suo intervento alla Settimana dei Cattolici Italiani.

 



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