Risparmio: italiani rinunciano a viaggi ma non a telefonino

Risparmio: italiani rinunciano a viaggi ma non a telefonino
 smartphone cellulare telefonino iphone - pixabay

Roma - Pronti a rinunciare a una vacanza o a uno spettacolo a teatro ma non all'ultimo modello di telefonino o alle medicine. E' l'identikit dei consumatori italiani che emerge dal sondaggio condotto da Ipsos e Acri per la Giornata mondiale del risparmio.

In generale, affermano i ricercatori, si nota un miglioramento del clima per il secondo anno di fila. Sembra essere tornata la voglia di consumare, anche se rimane un'alta selettività delle spese. Chi migliora la propria situazione aumenta molto le spese legate all'auto, all'elettronica e alla telefonia. Diverse tipologie di consumi risultano invece ancora scontare una notevole attenzione alla spesa, in primis viaggi e fuori casa (ristorazione e attività culturali). In particolare, negli ultimi 2-3 anni, i consumi in viaggi e vacanze sono stati ridotti dal 49% degli italiani contro il 9% che li ha incrementati, mentre il 42% li ha tenuti costanti. Il saldo negativo è perciò di -40 punti percentuali, un po' meglio del -43 dello scorso anno.

Nello stesso periodo, il 45% degli italiani dichiara di aver ridotto la propria frequentazione di ristoranti, bar e pizzerie; solo il 9% afferma di averla incrementata e il 46% di averla tenuta costante. Cinema, teatro e concerti registrano una contrazione presso il 43% degli italiani, solo l'8% ne ha incrementato la fruizione; il 49% è stabile. A continuare a crescere sono invece le spese per telefono e telefonia: hanno un saldo positivo di 12 punti percentuali, in miglioramento rispetto al +8 del 2015. E' da notare che a incrementare i consumi siano stati sia coloro che hanno visto un miglioramento del proprio stile di vita, sia quanti non hanno sperimentato problemi, sia persino chi ha dovuto fronteggiare qualche difficoltà. Anche i medicinali continuano ad essere acquistati. Sia pur dominando la stabilità, con il 55% di italiani che risponde di farne un uso uguale al passato, si nota che coloro che ne hanno aumentato il consumo (38%) sono assai piu' di coloro che lo hanno ridotto (7%). Il saldo risulta dunque decisamente positivo e superiore agli anni passati (+31 punti percentuali nel 2016, +19 nel 2015, +20 nel 2014).