Padoan, rivedremo al ribasso le previsioni sul Pil

Draghi chiede politiche per crescita e proteziene più deboli

Padoan, rivedremo al ribasso le previsioni sul Pil
 Padoan

Roma - Il governo rivedra' al ribasso le previsioni di crescita del Pil. L'indicazione arriva dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, intervenuto oggi a Milano all'Euromoney Italy Conference. "L'economia italiana", ha detto, "sta crescendo non cosi' velocemente come vorremmo vedere. Le previsioni di crescita saranno riviste al ribasso anche nei dati che il governo sta per rilasciare nell'aggiornamento al Def". Il premier, Matteo Renzi, conferma che le stime saranno inferiori al previsto. "Il governo non nasconde dati. Noi diciamo la verita', non barzellette", dice durante la cerimonia per la posa della prima pietra del nuovo quartiere generale di Siemens a Milano. Per Renzi "i dati su Pil sono tornati positivi, ma non e' abbastanza, non vanno con la velocita' che vorremmo". "Possiamo e vogliamo fare di piu'" aggiunge, ricordando che "siamo partiti da un -2,3% del 2012 e dal -1,9% del 2013".

Insomma, sottolinea il premier, "il Paese ha messo una marcia in piu' sul lavoro, le riforme della Pubblica amministrazione, sull'innovazione". Secondo quanto riferiscono fonti governative, il nuovo quadro macroeconomico che l'esecutivo sta delineando nella Nota di aggiornamento al Def che sara' presentata entro il 27 settembre sarebbe questo: revisione al ribasso delle stime di crescita del Pil per il 2016 dall'1,2 (previsto nel Def presentato ad aprile) allo 0,9%, ma non e' escluso, alla luce della doccia fredda degli ultimi dati Istat, che alla fine l'anno si chiuda a quota 0,8%, in linea con il 2015. Per il 2017 il Pil dovrebbe fermarsi a quota 1,1-1,2% anziche' all'1,4% precedentemente indicato.

Draghi, politiche per la crescita e protezione dei più deboli

Numeri ancora soggetti a limature. La nuova stima per il 2016 sarebbe quindi inferiore alla crescita dell'1% indicata nelle slide presentate per i 30 mesi del Governo Renzi e in linea con quelle dei principali previsori. Il Fondo monetario internazionale, nell'aggiornamento delle previsioni condotto a luglio, indica una crescita dell'economia italiana dello 0,9% quest'anno e dell'1% il prossimo. La Banca d'Italia, nel suo ultimo Bollettino economico, lamenta un rallentamento della crescita, con un incremento del Pil stimato poco al di sotto dell'1% nel 2016 e attorno all'1% nel 2017. Mentre l'Ocse prevede un aumento del Pil dell'1% nel 2016 e dell'1,4% nel 2017.

D'altronde gli ultimi dati Istat hanno gelato le speranze dell'esecutivo di poter chiudere l'anno con una crescita del Pil intorno all'1%. La crescita e' rimasta zero nel secondo trimestre e l'atteso miglioramento non c'e' stato. Le uniche note positive riguardano la revisione al rialzo (dallo 0,7% allo 0,8%) del dato su base annua e la crescita acquisita per quest'anno che passa dallo 0,6% allo 0,7%. Ma l'istituto di statistica ha gia' messo in guardia: "L'economia italiana ha interrotto la fase di crescita" e per i prossimi mesi e' atteso "un proseguimento della fase di debolezza". Piu' in generale, quanto allo stato di salute del sistema bancario, Padoan definisce "esagerati" i numeri che circolano sulla consistenza degli Npl. "Bisogna prendere in considerazione i numeri veri", rileva, "gli Npl sono concentrati solo in un certo numero di banche" e "per tornare alle condizioni normali serve un po' di tempo". Secondo Padoan, le riforme nel settore bancario stanno comunque iniziando a produrre i giusti effetti: "Le banche sono piu' forti, stiamo gia' vedendo un processo di fusioni e acquisizioni". Padoan torna quindi a sostenere il ruolo cruciale della riforma costituzionale che avrebbe l'effetto di semplificare la ' macchina pubblica', riducendone i costi. "Sostengo fortemente la riforma costituzionale", afferma. "Se il referendum non passa", aggiunge, "mancheremo l'opportunita' di migliorare il modo in cui funziona la macchina pubblica istituzionale ed economica. La riforma del Senato rendera' piu' celere ed efficace il processo legislativo, oltre a ridurre i costi della politica". Infine, il ministro ribadisce che le tasse "continueranno a essere abbassate: e' una richiesta che ci fanno sempre le societa'". "Stiamo guardano ad altre voci di spesa su cui intervenire con dei tagli, dobbiamo farlo in maniera credibile", conclude Padoan. (AGI)