L'Ocse ha chiesto un approccio comune per tassare i giganti tecnologici

Il segretario generale Gurria: "Ci avviciniamo all'obiettivo finale: garantire che tutte le multinazionali paghino la loro giusta quota"

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Afp
Jose Angel Gurria

I governi devono avere più potere di tassare le multinazionali straniere, specie quelle del digitale. Lo propone l'Ocse secondo cui devono essere riviste le norme fiscali internazionali in modo unificato, prima che i governi agiscano autonomamente. La proposta, che è ancora oggetto di studio e valutazione, si legge in una nota dell'organizzazione, ha l'obiettivo di distribuire le tasse sui profitti delle multinazionali nei Paesi in cui operano, assicurando che queste società paghino anche nei Paesi in cui hanno mercato, ma non la sede legale.

"Stiamo compiendo progressi concreti per affrontare le sfide fiscali che derivano dalla digitalizzazione dell'economia e per arrivare a una soluzione che riveda le regole del sistema fiscale entro il 2020", afferma il segretario generale dell'Ocse Angel Gurria. "Questo piano mette insieme elementi comuni di diverse proposte esistenti, che coinvolgono oltre 130 Paesi, con contributi di governi, imprese, società civile e università. Ci avviciniamo così al nostro obiettivo finale: garantire che tutte le multinazionali paghino la loro giusta quota", continua Gurria, che conclude: "Il mancato raggiungimento di un accordo entro il 2020 aumenterebbe il rischio che i Paesi agiscano unilateralmente, con conseguenze negative sull'economia globale, già fragile. Non dobbiamo permettere che ciò accada".



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