Ocse taglia stime dei Pil, Italia dall'1,4% allo 0,8% - Infografica 

Raffica di revisioni al ribasso, bene solo il Brasile. Per Italia stima giù dello 0,2% nel 2016 e dello 0,6% nel 2017

Ocse taglia stime dei Pil, Italia dall'1,4% allo 0,8% -   Infografica 
Ocse 

Roma -  L'economia globale è ancora preda della "trappola della bassa crescita", sta soffrendo un "eccezionale" indebolimento del commercio internazionale e rischia di affacciarsi su una nuova era di instabilità finanziaria a causa dei livelli bassissimi toccati dal costo del denaro.

E' l'allarme lanciato dall'Ocse nel suo 'Interim Economic Outlook', contenente una raffica di revisioni al ribasso delle stime sul Pil che non ha risparmiato nessuna economia del G7, laddove i 'Brics' tengono, grazie anche al recupero dei prezzi delle materie prima.

A subire la correzione piu' drastica sono proprio le previsioni sull'Italia, la cui economia e' attesa in espansione dello 0,8% sia nel 2016 che nel 2017. Appena tre mesi fa, l'Economic Outlook annuale stimava per il nostro Paese una crescita pari all'1% quest'anno e all'1,4% l'anno prossimo. Un offuscamento del quadro nel quale ha un ruolo importante l'elevato livello di sofferenze nei portafogli delle banche, che "comprimono le prospettive di crescita", scrive l'organizzazione di Parigi, pur non citando esplicitamente l'Italia bensi' "alcuni paesi dell'area euro".

A un livello piu' generale, "la prolungata fase di indebolimento della domanda sta causando effetti avversi sempre maggiori dal lato dell'offerta e contribuisce all'autoavverarsi della trappola della bassa crescita", si legge nel documento, "gli investimenti, il commercio e la produttivita' sono deboli, mentre la crescita dell'occupazione non e' stata accompagnata da significativi incrementi salariali". Preoccupa inoltre "la flessione della produzione potenziale", risultato di "un rallentamento dell'innovazione sul fronte tecnologico". Prospettive gia' fosche che "sono soggette a significativi rischi", in particolare quelli "legati all'instabilita' finanziaria, anche per via dei tassi di interesse eccezionalmente bassi e i loro effetti sui prezzi delle attivita' finanziarie e degli immobili".

Se pero' la politica monetaria ha fatto troppo e perche' la politica istituzionale ha fatto poco, ammette l'Ocse, che lamenta la mediocre azione dei governi in campo di riforme strutturali e la loro incapacita' di coordinamento. Il risultato di tale inazione, ovvero "l'elevata ineguaglianza" e "i salari stagnanti", sta da parte sua "complicando ulteriormente il quadro politico, rendendo piu' difficile portare avanti polizie che sostengano la crescita e promuovano l'inclusione", implicito riferimento alla crescita dei consensi elettorali dei partiti anti-establishment. E qua l'Ocse ha la risolutezza di affermare quello che altrove, per ora, si sussurra solo: "La globalizzazione potrebbe aver frenato". (AGI)