Ocse alza stime di crescita dell'Italia, nel 2015 prevista crescita pil 0,6%

(AGI) - Roma - L'Ocse rivede in meglio le stime dicrescita dell'Italia e dell'Eurozona. I bassi prezzi delpetrolio e gli effetti    [...]

(AGI) - Roma, 18 mar. - L'Ocse rivede in meglio le stime dicrescita dell'Italia e dell'Eurozona. I bassi prezzi delpetrolio e gli effetti del quantitative easing lanciato dallaBce aiutano l'Europa a uscire dalla stagnazione. Peggioranoinvece le prospettive economiche di Cina e Brasile e siconferma la solida ripresa degli Stati Uniti. In Italia, si legge nell'Interim Economic Assessmentdell'Ocse, per il 2015 e' prevista una crescita del Pil dello0,6% in miglioramento di 0,4 punti rispetto all'Outlook Ocse dinovembre (+0,2%). Per il 2016 si stima un +1,3% contro l% dinovembre, con un rialzo quindi di 0,3 punti. In Eurozona siprevede una crescita dell'1,4% nel 2015, in accelerazionerispetto al +0,9% del 2014. Si tratta di una revisione alrialzo di 0,3 punti rispetto al +1,1% previsto nell'EconomicOutlook di novembre. Per il 2016 si prevede per l'area euro unacrescita del 2% nel 2016 (+1,7% secondo le stime di novembre).Corre in particolare la Germania che, dopo aver chiuso il 2014con un +1,6%, e' prevista in espansione dell'1,7% nel 2015(+1,1% secondo le stime di novembre) e del 2,2% nel 2016.Revisione al rialzo anche per la Francia che, dopo esserecresciuta dello 0,4% nel 2014, segnera', secondo l'Ocse,incrementi del Pil pari all'1,1% al 2015 e all'1,7% e nel 2016(+0,8% e +1,5% secondo l'Economic Outlook scorso), mentresubisce una lieve correzione al ribasso (-0,1%) il dato sulRegno Unito (+2,6% nel 2015, lo stesso dato del 2014). "I bassi prezzi del petrolio e gli effetti del quantitativeeasing da parte della Bce costituiscono dei nuovi, importanti epositivi fattori di crescita per spiegare la revisione alrialzo delle stime sulla crescita economica dell'area euro",spiega l'Ocse. "Questo fornisce un'opportunita' per l'area eurodi evitare un prolungato periodo di stagnazione, mercati dellavoro deboli e inflazione troppo bassa". Inoltre l'Ocse leggeil piano Juncker come un'opportunita' per catalizzare gliinvestimenti. "Aumentare gli investimenti - si legge nelrapporto - sara' un elemento chiave di ripresa ciclicanell'area euro, oltre a essere necessario per aumentare laproduttivita' nel medio termine. Il piano Juncker offreun'importante occasione per catalizzare investimenti privaticon il sostegno pubblico entro i vincoli di bilancio attuali.Agendo insieme i Paese dell'Ue possono avere un impattomaggiore della domanda e portare avanti progetti diinvestimento con rendimenti elevati". Il piano pero' ha bisogno"del sostegno e dei contributi dei governi nazionali perottenere l'effettiva attuazione. Tuttavia l'efficacia del pianorichiede riforme normative di mercato e quadri normativitranfrontalieri per garantire la redditivita' degliinvestimenti". Piu' in generale prospettive di crescita delle maggiorieconomie avanzate appaiono in "leggero miglioramento" ma lestime puntano comunque su un'espansione "moderata piuttosto cherapida" del Pil mondiale, soggetta peraltro a "rischi relativialla stabilita' finanziaria". (AGI)