Nobel per l'Economia, Deaton il teorico della grande fuga

(AGI) - Roma, 12 ott. - E' una incalzante metafora il titolodella sua ultima opera, "La grande fuga", che evoca un celebrefilm e il tentativo di fuga di un gruppo di prigionieri diguerra durante la seconda guerra mondiale. Questo perche', asuo giudizio, mancanza di liberta' significa "vivere nellapoverta' e nella malattia". E nonostante oggi, come recital'incipit del libro, la vita sia "meno dura di quanto sia forsemai stata nel corso della storia", milioni di persone ancorasperimentano "gli orrori dell'indigenza" e il mondo e' sempreattraversato da "diseguaglianze straordinariamente profonde". Per mettere a

(AGI) - Roma, 12 ott. - E' una incalzante metafora il titolodella sua ultima opera, "La grande fuga", che evoca un celebrefilm e il tentativo di fuga di un gruppo di prigionieri diguerra durante la seconda guerra mondiale. Questo perche', asuo giudizio, mancanza di liberta' significa "vivere nellapoverta' e nella malattia". E nonostante oggi, come recital'incipit del libro, la vita sia "meno dura di quanto sia forsemai stata nel corso della storia", milioni di persone ancorasperimentano "gli orrori dell'indigenza" e il mondo e' sempreattraversato da "diseguaglianze straordinariamente profonde". Per mettere a fuoco queste dinamiche Angus Deaton, che haricevuto oggi il premio Nobel dell'Economia 2015, ha dedicatooltre 40 anni di studio, cimentandosi inoltre sui meccanismidei consumi individuali che riflettono l'economia in cui vivonole famiglie, e da cui vengono studiate le leggi con le qualiincentivare il benessere e combattere la poverta'. In tempi dicrisi, non e' poco e nei giorni scorsi il tam-tam sui candidatipapabili al prestigioso riconoscimento svedese prevedevainfatti un'attenzione particolare agli studiosi che hannoconcentrato il loro lavoro sulle relazioni tra micro e macroeconomia e sul loro rapporto con la politica, con un accentosignificativo ai meccanismi che generano situazioni dipoverta'. Nato a Edimburgo, 68 anni, Deaton e' stato premiato proprioper l'"enfasi messa tra le decisioni individuali di consumo egli effetti sull'insieme dell'economia", cosi' come ha spiegatol'Accademia reale di Scienze della Svezia. Uno dei suoicontributi piu' importanti e' l'individuazione di un meccanismoche spieghi come gli invididui spendono le loro entrate, qualibeni e servizi acquistano e quali sprecano. Questo sistema e',secondo gli accademici svedesi, un metodo "flessibile masensibile" per stimare come la domanda di un certo prodottodipenda dal prezzo di tutti i beni e i servizi, per spiegareinoltre perche' la vendita di un determinato prodotto e'limitata (cosi' come le entrate del consumatore). Cio' ha deiriflessi anche sulla politica economica, ad esempiosull'impatto di una certa decisione di politica fiscale(pensiamo ad una riforma dell'Iva) che potrebbe incidere o menosul benessere di una determinata classe sociale. Questo sistemavenne sviluppato da Deaton, assieme all'economista JohnMuellbauer, negli anni Ottanta. Successivamente lo studioso sidedico' alla relazione tra entrate e consumi e poi allaqualita' della vita e ai livelli di poverta' nei paesi in viadi sviluppo. Formatosi all'Universita' di Cambridge, dottorato nel 1975con una tesi sulla domanda dei consumatori nel regno Unito, haprima insegnato a Bristol e poi si e' trasferito aPrinceton, dove continua la sua attivita' di docenza e distudio. In particolare, e' titolare della cattedra di Economiae di Relazioni Internazionali. E' inoltre membro di alcuneaccademie prestigiose, come quella Britannica, quella Americanadelle Arti e delle Scienze, ed ha gia' ricevuto molti premi. Di sicuro, oggi e' tra le giornate piu' importanti dellasua vita. A mezzogiorno, gli e' squillato il telefono percomunicargli l'assegnazione del premio (che prevede tra l'altrouna gratifica economica di 860 mila euro). "Alla mia eta' - e'stato il suo primo commento, secondo quanto riporta il sitointernet di Princeton - e quando sai che la tua attivita' sisvolge da cosi' tanto tempo, sai perfettamente che (il premioNobel, ndr) e' una possibilita'. Ma sai anche bene che ci sonotantissime persone importanti che lo possono meritare". (AGI).