La Bce potrebbe alzare i tassi di 50 punti per combattere l'inflazione

La Bce potrebbe alzare i tassi di 50 punti per combattere l'inflazione

C'è attesa per le decisioni che verranno assunte giovedì, anche per lo scudo anti-spread che potrebbe essere uno strumento assistenziale

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CARLOS COSTA / AFP - Christine Lagarde, presidente della Bce

AGI - Tassi di interesse e scudo anti-frammentazione. Le decisioni della Bce attorno a questi due temi detteranno inevitabilmente l'andamento dell'economia italiana ed europea delle prossime settimane e forse mesi.

Se da un lato è quasi certo che giovedì da Francoforte arriverà la decisione di un aumento dei tassi di interesse (anche se resta comunque da vedere di quanti punti base), dall'altro c’è grande attesa per i dettagli dello scudo anti-spread destinato a combattere la frammentazione nei rendimenti dei titoli di Stato dei vari Paesi europei.

Sullo sfondo uno scenario economico più che complesso fatto di inflazione, difficoltà di approvvigionamento energetico, ripresa economica post pandemia.

"La Bce non può più attendere", dice Franck Dixmier, Global Cio Fixed Income di AllianzGI che si attende che la Bce "agisca con forza" con un aumento dei tassi di 50 punti base.

"Con una inflazione che continua a crescere e l'euro che scende nei confronti del dollaro", spiega, "la Bce non ha scelta, se non prendere un'azione decisa. Christine Lagarde dovrà adottare una impostazione 'falco' e agire con un aumento di 50 punti, diversamente dai 25 ipotizzati".

Secondo gli analisti di Blackrock, Francoforte potrebbe invece limitare gli aumenti dei tassi di interesse a causa del progressivo oscurarsi dello scenario economico globale.

"L'Europa sta affrontando il rischio di una recessione causata da shock energetici - si legge in un rapporto - per questo pensiamo che la Bce smetterà di fare aumenti prima della Fed. Noi vediamo un aumento dei tassi dello 0,25%, sospendendo eventuali altri rialzi. Come mai? La crisi energetica rischia di far fermare la crescita dell'Europa".

Quello su cui tutti concordano è che l'appuntamento di giovedì sarà un momento storico visto che con ogni probabilità si vedrà il primo rialzo del costo del denaro in oltre un decennio.

"Sarà un momento unico nel suo genere - afferma Gergely Majoros, membro dell'Investment Committee di Carmignac - prevediamo che la Bce alzerà i tassi per la prima volta dal 2011, ma il centro del dibattito è l’entità di tale aumento. A nostro avviso, la banca centrale non deciderà di passare dall'attuale -0,5% direttamente allo 0%. Sebbene gli investitori non debbano escludere un incremento dei tassi dello 0,5% nei prossimi meeting, ci aspettiamo che la Bce si accordi per un rialzo iniziale dello 0,25%".

Ma è forse lo scudo anti-spread ad attirare maggiormente l'attenzione degli analisti. Secondo Konstantin Veit, portfolio manager European Rates di Pimpo "la frammentazione è essenzialmente una questione politica e la presidente Lagarde punterà a raggiungere l’unanimità del Consiglio direttivo, il che comporterà inevitabilmente un compromesso".

Si tratterà, rileva l'analista, di uno strumento "probabilmente di natura assistenziale e non di un programma di acquisto regolare che consentirebbe di intervenire sui mercati del debito sovrano nel caso in cui la Bce dovesse stabilire che il meccanismo di trasmissione della politica monetaria è compromesso, un giudizio probabilmente legato all'andamento 'indebito degli spread dei Paesi periferici".

Il tema sarà capire "quale quadro di riferimento la Bce deciderà di utilizzare per esprimere tale giudizio e quali saranno i requisiti di condizionalita'".

Nel caso quindi non ci fossero colpi di scena sul fronte dell'aumento del costo del denaro, osserva Katharine Neiss, Chief European Economist di Pgim Fixed Income, "la riunione si concentrerà sullo strumento di 'backstop' anti-frammentazione con il rischio che la Bce non sia all'altezza della situazione e che i mercati rimangano delusi.

In tal caso, ci aspetteremmo di vedere ulteriori pressioni al rialzo sui rendimenti dei titoli sovrani italiani, potenzialmente estese ad altri paesi periferici europei come Spagna e Grecia".

Uno scenario che, a due giorni di distanza, vede sommarsi incertezze e che per questo, sostengono gli analisti di Algebris, "potrebbe creare volatilità sul mercato" se non sarà accompagnato da indicazioni relativamente forti sui futuri aumenti dei tassi.

"È probabile che la Bce non fornisca ulteriori dettagli sullo strumento anti-spread, soprattutto alla luce della situazione politica in Italia. Il mercato valuta circa 35 punti base per la riunione, attribuendo quindi discrete possibilità a un rialzo dei tassi a sorpresa di 50 punti base", concludono.