L'alleanza tra Spagna e Olanda per riformare le regole fiscali della Ue

L'alleanza tra Spagna e Olanda per riformare le regole fiscali della Ue

 Madrid e L'Aja propongono di sostituire gli "obiettivi a medio termine" del risanamento fiscale con una "regola di spesa semplice" che sia "più comprensibile, di facile applicazione e anticiclica"

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Sigfrid Kaag, ministro delle finanza olandese, con l'omologa spagnola Nadia Calvino 

AGI - Spagna e Paesi Bassi hanno stretto un'alleanza per riformare le regole fiscali dell'Unione europea per rendere il risanamento del bilancio "graduale, realistico ma anche ambizioso". Le nuove regole proposte, che non vanno a toccare la soglia del 60% del rapporto debito-Pil, tengono in forte considerazione la necessità di investimenti di cui ha bisogno l'Unione e la specificità di ogni Paese.

"Ci lasciamo alle spalle le vecchie discussioni: invece di focalizzarci sulle cose che ci dividono ci concentriamo su quelle che ci uniscono", hanno spiegato a margine dell'Eurogruppo le ministre dell'Economia di Spagna, Nadia Calvino, e dei Paesi Bassi, Sigrid Kaag. Con una guerra alle porte dell'Europa vengono meno le categorizzazioni tra frugali e mediterranei, falchi e colombe.

A fare da apripista per il nuovo corso la ministra olandese, Paese per eccellenza frugale, che apre anche all'estensione della sospensione del Patto di stabilità anche per il 2023. "Ci aspettiamo che la Commissione opti per l'estensione e date le circostanze sarebbe giustificabile, non credo alimenterà tanto dibattito", ha spiegato.

"In un contesto di elevati livelli di indebitamento, gli Stati membri dovrebbero impegnarsi in modo credibile a creare riserve di bilancio per essere preparati alla prossima crisi attraverso strategie di risanamento specifiche per Paese che siano realistiche e graduali, ma anche ambiziose, nonché compatibili con la crescita economica e la creazione dell'occupazione", si legge nella proposta congiunta presentata oggi.

Nel documento trovano spazio sia la sostenibilità fiscale "efficiente", tanto cara a frugali (ormai ex) e nordici, che la definizione di percorsi di bilancio specifici per ciascun Paese che siano realistici e non soffochino la crescita del Pil, cavallo di battaglia invece dei mediterranei.

Madrid e L'Aja propongono inoltre di sostituire gli "obiettivi a medio termine" del risanamento fiscale con una "regola di spesa semplice" che sia "più comprensibile, di facile applicazione e anticiclica", soprattutto se accompagnata da "clausole di salvaguardia" che consentano la sospensione delle regole in caso di "eventi straordinari" che sfuggono al controllo dei governi.

"Un'altra cosa su cui siamo tutti d'accordo è che le regole attuali sono molto complicate, difficili da spiegare e da attuare", ha spiegato Calvino. Il modello da prendere in considerazione potrebbe essere quello del Next Generation Eu, con piani nazionali ma con criteri facilmente individuabili e quindi controllabili.

In ogni caso, il nuovo quadro fiscale "dovrebbe tenere conto dell'enorme sforzo di investimento" che i Ventisette devono intraprendere per promuovere le transizioni digitali ed ecologiche, anche per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili provenienti da Russia.