Il Giappone è pronto per consegnare il gas all'Unione europea

Il Giappone è pronto per consegnare il gas all'Unione europea

Sono già salpate alcune navi cisterna che arriveranno entro il mese, altre sono previste per marzo

Giappone pronto consegnare gas Ue

© Agf -

AGI - Il Giappone consegnerà parte delle sue importazioni di gas naturale liquefatto (Gnl) all'Europa per ovviare al rischio d'interruzioni nella fornitura dovute a un'escalation delle tensioni sull'Ucraina.

Diverse navi cisterna che originariamente avrebbero dovuto portare Gnl in Giappone sono già salpate per l'Europa e dovrebbero arrivare questo mese, e altre ne arriveranno a marzo, ha annunciato il ministro giapponese dell'Economia, del commercio e dell'industria, Koichi Hagiuda, parlando ai giornalisti a Tokyo.

Il ministro non ha però specificato i volumi che saranno forniti e venduti in Europa a prezzi di mercato. Invece, ha sottolineato che l'importanza delle consegne era subordinata al fatto che il Giappone ricevesse prima una quantità sufficiente di Gnl.

L'arcipelago giapponese è uno dei principali importatori mondiali di Gnl, da cui dipende molto per garantire la produzione di elettricità, gestire gli stabilimenti e il riscaldamento nei mesi invernoali. Ma il Giappone potrebbe non avere molto gas da inviare in Europa, dato che in questo momento sta lottando per ottenere forniture sufficienti, mentre il freddo è particolarmente rigido nel Paese a inizio anno.

Hagiuda ha menzionato la "difficile" situazione energetica del Giappone in questo momento, spiegando che Tokyo è comunque intenzionata a rispondere allea chiamata degli ambasciatori Usa e Ue in Giappone per aiutare l'Europa a rifornirsi di Gnl.

Una possibile invasione russa dell'Ucraina alimenta i timori di una sospensione delle consegne di gas russo in Europa in caso di misure di ritorsione dei paesi occidentali contro Mosca. Tuttavia, questo scenario non è considerato il più probabile dagli analisti del settore energetico.

Per ora la diplomazia lavora intensamente: dopo essere andato a Mosca e poi a Kiev, il presidente francese Emmanuel Macron ha riferito ieri da Berlino di aver visto "soluzioni concrete" per risolvere la crisi, grazie all'impegno ottenuto, secondo lui, dal suo russo controparte Vladimir Putin che non ci sarebbe stata un'ulteriore "escalation". Da parte sua, lunedì il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha assicurato a Washington che il nuovo gasdotto Nord Stream 2, che collega direttamente la Russia alla Germania attraverso il Mar Baltico, non entrerà in servizio in caso d'invasione russa dell'Ucraina.