Giorni decisivi per Alitalia, si punta a chiudere con l'Ue ma restano i nodi

Giorni decisivi per Alitalia, si punta a chiudere con l'Ue ma restano i nodi

Giovannini: "Stiamo negoziando in modo molto duro perché ne va di una compagnia forte che sia in grado di stare sul mercato, di fare alleanze successive ma da una posizione di forza"

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© Tiziana Fabi/AFP - Alitalia: aerei in parcheggio all'aeroporto di di Fiumicino

AGI - Giorni decisivi per chiudere l'accordo con l'Ue su Ita e permettere alla nuova Alitalia di prendere il volo in coincidenza con l'avvio della stagione estiva. Martedì prossimo i commissari Giuseppe Leogrande, Daniele Santosuosso e Gabriele Fava saranno sentiti dalle commissioni Attività produttive e Trasporti della Camera per fare il punto della situazione. Nei giorni scorsi il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti ha detto che "con i commissari straordinari è in corso una riflessione su piani alternativi se l’attuale trattativa andasse male”. In questi giorni il lavoro sta procedendo con i tavoli tecnici per trovare la quadra e poi avere il via libera 'politico' al decollo di Ita.

Venerdì il premier Mario Draghi ha risposto in conferenza stampa su Alitalia ribadendo che in futuro dovrà sostenersi dal sola. "Il debito è buono solo se viene fatta una riforma della società che poi andrà avanti con le proprie ali e non dovrà essere continuamente sussidiata come è stata negli ultimi anni. E' necessario che sia autonoma e si sostenga da sola", ha sottolineato. 

Il ministro delle Infrastrutture e delle mobilità sostenibili Enrico Giovannini ha spiegato che con l'Ue il negoziato è duro ma non c'è alcuna impasse. La trattativa con Bruxelles su Alitalia "continua, ieri e oggi, non siamo minimamente all'impasse". 

"Stiamo negoziando in modo molto duro - ha precisato Giovannini - perché ne va di una compagnia forte che sia in grado di stare sul mercato, di fare alleanze successive ma da una posizione di forza". Il ministro ha sottolineato l'importanza di un'integrazione tra trasporto aereo e ferroviario.

Su un possibile passaggio di lavoratori Alitalia in Fs, Giovannini ha detto che "l'interpretazione che il problema sia semplicemente di sbolognare, parole veramente irrispettosa nei confronti dei lavoratori da un'impresa all'altra, non è corretta". "Quello che sta accadendo, anche in altri paesi, penso alla Germania - ha precisato - è un'integrazione forte tra i servizi del trasporto aereo e quelli ferroviari. Questa integrazione non è una motivazione di assistenza sociale ma è uno dei pezzi del futuro del trasporto aereo. Quindi quella interpretazione devo dire è decisamente scorretta". 

Intanto da Bruxelles vengono rispedite al mittente, su tutti sindacati e molte forze parlamentari, le accuse di una disparità di trattamento tra Alitalia e le big europee come Air France e Lufthansa. "Alitalia era in perdita costante ed era in difficoltà prima del 31 dicembre 2019" per questo "il suo caso è diverso da Air France" e per questo "non è idonea a ricevere gli aiuti previsti dal quadro temporaneo degli aiuti di Stato, comprese le misure di ricapitalizzazione", ha sottolineato una portavoce della Commissione europea.

Il braccio di ferro riguarda in particolare il numero di slot di Linate (per cui Ue chiede un taglio del 50%), il numero di aerei (da cui dipende anche quello dei dipendenti), il marchio e il nome. A questo proposito sempre Giovannini, nei giorni scorsi, ha precisato che "il Governo considera il brand come un elemento importante della trattativa”. Dal canto suo Giorgetti ha assicurato che o con l'Ue ci sarà un compromesso ragionevole oppure "il governo non accetterà" un'intesa. Allo stesso tempo, ha aggiunto, "deve essere interpretata in maniera ragionevole la norma che consente allo Stato di ristorare la compagnia perché chi lavora deve avere lo stipendio".