Segnali di forte ripresa per il mercato del lavoro negli Usa

Segnali di forte ripresa per il mercato del lavoro negli Usa

A febbraio creati 379 mila posti, a fronte di una stima di 210 mila, mentre il tasso di disoccupazione è sceso al 6,2%

Segnali forte ripresa mercato lavoro Usa

 Usa lavoro disoccupazione ufficio di collocamento occupazione - afp

AGI - Segnali di forte ripresa per il mercato del lavoro negli Usa. Sono stati creati 379.000 posti di lavoro a febbraio, ben oltre i 210.000 stimati dagli analisti.

Il tasso di disoccupazione ufficiale scende al 6,2% dal 6,3%, mentre ci si attendeva una sostanziale stabilità. Si tratta del primo rapporto mensile completo sull'occupazione sotto la presidenza Biden e arriva dopo un periodo delicato per quanto riguarda la campagna di vaccinazione e anche a causa dell'ondata di freddo che ha investito il Texas e altri Stati del Sud.

Dopo che il rapporto sull'occupazione di gennaio ha fatto registrare solo 49.000 nuovi posti di lavoro, c'era molta attesa per sapere i dati di febbraio. Nonostante i dati positivi, gli analisti sostengono comunque che il mercato del lavoro sia ancora frenato, anche perché molte persone non stanno lavorando, non solo per la mancanza di opportunità ma anche perché presi dalla cura dei bambini oppure perché in isolamento.

Insomma, come sostiene Andrew Stettner, senior fellow alla Century Foundation, il tasso di disoccupazione mostra le reali condizioni del mercato del lavoro: di certo, è calato ma ancora troppo poco. 

C'è chi come Dan North, capo economista del Nord America di Euler Hermes, sostiene che anche se quasi il 60% dei posti di lavoro persi dall'inizio della pandemia sono stati recuperati, il tasso di partecipazione della forza lavoro mostra un altro andamento. "Abbiamo recuperato circa il 41% di ciò che è stato perso", ha aggiunto.

Il mese scorso il presidente della Fed Jerome Powell ha detto che il tasso di disoccupazione reale è più vicino al 10%, e il tasso di partecipazione della forza lavoro in calo - che era del 63,4% nel febbraio 2020, quando la disoccupazione era solo al 3,5% - riflette quest'andamento.

Il deficit commerciale statunitense si è attestato a 68,2 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai 67 miliardi di rosso registrati a dicembre.

Nel dettaglio, le esportazioni sono aumentate a 191,9 miliardi da 184,2 miliardi, mentre le importazioni sono salite a 260,2 miliardi da 152,3 miliardi. Gli analisti si attendevano un disavanzo pari a 67,5 miliardi.