Alla fine del 2020 la Germania cresce più del previsto

Alla fine del 2020 la Germania cresce più del previsto

Visto al rialzo al +0,3% il Pil del IV trimestre, dal +0,1% stimato a gennaio. Nell'anno della pandemia decifit di 139,6 miliardi di euro,  il secondo più alto dalla storia della Riunificazione

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© Afp 
- Berlino, Porta di Brandeburgo 

AGI - L'economia tedesca ha chiuso il 2020 meglio di quanto stimato, con il Pil in aumento dello 0,3% nel quarto trimestre (e non del +0,1% della stima preliminare di fine gennaio), nonostante le ulteriori restrizioni adottate per arginare i contagi da Covid. Nel confronto con lo stesso trimestre del 2019, l'economia è scesa del 3,7%.     

Secondo i dati diffusi dall'ufficio federale di statistica Destatis, nel corso dell'anno, tuttavia, il Pil tedesco è diminuito del 4,9% rispetto al 2019, a causa dell'impatto della pandemia Covid-19, dopo una stima iniziale di un decimo di punto inferiore.     

La domanda interna, che prima della crisi svolgeva il ruolo di motore economico, è calata nell'arco di un anno sia in termini di consumi delle famiglie (-3,3%) sia di settore pubblico (-0,5%) e il solo settore delle costruzioni riesce a rimbalzare (+1,8 %) dopo due trimestri consecutivi di calo.     

Questi dati contrastanti sono stati compensati da un rimbalzo delle esportazioni (+4,5%), motore tradizionale dell'economia nazionale, e dalla ricostituzione delle scorte da parte delle imprese.     

Il Paese ha anche registrato nel 2020 un deficit di bilancio di 139,6 miliardi di euro per tutte le amministrazioni pubbliche, anch'esso inferiore a quanto inizialmente indicato (-158,2 miliardi di euro). Tuttavia, il dato interrompe bruscamente otto anni di surplus consecutivi e costituisce il "secondo più grande deficit dalla riunificazione tedesca" nel 1990, ha affermato l'Ufficio statistico.     

Berlino ha dovuto mettere da parte la sua famosa austerità di bilancio di fronte alla crisi pandemica e lo scorso marzo ha rilasciato quasi 1.000 miliardi di euro in aiuti alle imprese, sotto forma di lavoro a orario ridotto, prestiti garantiti e aiuti diretti, poi 130 miliardi di euro a giugno per investimenti per il futuro e rilancio dei consumi.     

La Germania è stata duramente colpita dalla seconda ondata del Covid, che ha portato a estendere i lockdown oltre la durata prevista, cosa che probabilmente frenerà lo slancio economico almeno nel primo trimestre dal 2021. Restano i timori per l'aumento dei contagi nel Paese, tanto che la cancelliera Angela Merkel ha affermato ieri che il Paese sta attraversando la terza ondata della pandemia.      

La banca KfW prevede un calo del Pil tedesco compreso tra -1,5% e -3% da gennaio a marzo.