Il Covid-19 torna a far paura, lunedì nero per i mercati

Il Covid-19 torna a far paura, lunedì nero per i mercati

Lo spettro di nuovi lockdown  manda a picco le piazze europee. In profondo rosso anche Wall Street. Giù il prezzo del petrolio e l'euro perde terreno sul dollaro

Covid torna far paura, lunedì nero mercati

© TIMOTHY A. CLARY / AFP 
- Borse

AGI - Lunedì nero per le Borse europee, con il Covid-19 che torna a far paura e lo spettro di nuovi lockdown che manda a picco le principali piazze. La peggiore è Francoforte, con il Dax che lascia sul terreno il 4,37% a 12.542 punti. Poi Londra, dove l'indice Ftse 100 cede il 3,38% a 5.804 punti. Parigi e Milano perdono entrambe il 3,75% con il Cac40 che chiude la sessione a 4.792 punti e l'indice Ftse Mib a 18.793 punti. Il Regno Unito sta affrontando una "seconda ondata" di Covid-19, mentre da oggi sono quasi un milione gli abitanti della regione di Madrid che per le prossime due settimane dovranno "restare a casa la maggior parte del tempo". Situazione preoccupante anche in Belgio, Francia e Libano. E gli Stati Uniti si avvicinano ai 200.000 morti. Chiusura in forte calo per Wall Street in un mercato che appare paralizzato da paure economiche, politiche e sanitarie. Il Dow Jones, che a circa un'ora e mezza dalla chiusura perdeva oltre il 3%, chiude a -1,85%. Limita le perdite sul finale anche lo S&P 500, che cede l'1,16% a 3.281,06 punti, mentre il Nasdaq lascia sul terreno 'solo' lo 0,13% a 10.778,80 punti. Pesa sugli investitori l'aumento dei contagi da Covid-19, con i timori legati a nuovi lockdown. Investitori che sono anche preoccupati per il ritmo della ripresa economica, vista l'intenzione del presidente Donald Trump di andare avanti con la sostituzione del defunto giudice della Corte Suprema, Ruth Bader Ginsburg, che riduce di fatto le possibilità dell'approvazione dell'ulteriore, atteso pacchetto di stimoli fiscali per famiglie e imprese prima delle elezioni del 3 novembre.

Sui listini mondiali pesa anche il crollo della finanza, con i titoli bancari in forte calo per le rivelazioni su transazioni sospette a livello mondiale. Il trend ribassista è iniziato in Asia: alla Borsa di Hong Kong, Hsbc e Standard Chartered sono crollati dopo la diffusione della notizia che le due banche e altri grandi istituti finanziari hanno mosso, per oltre vent'anni, grandi somme di fondi probabilmente illeciti, nonostante le segnalazioni. Il titolo di Hsbc è sceso ai minimi dal maggio 1995, mentre StanChart ha segnato la peggiore perdita dal 25 maggio scorso. Ma le banche sono nel mirino anche in Occidente. Un'indagine realizzata dall'International Consortium of Investigative Journalists (Icij) ha rivelato che le più grandi banche hanno permesso di riciclare un fiume di denaro sporco, somme astronomiche di soldi passate per anni attraverso le più grandi istituzioni bancarie internazionali. L'indagine punta l'indice in particolare su cinque grandi istituti finanziari: JPMorgan Chase (che perde a Wall Street quasi il 4%), Hsbc (il 5%), Standard Chartered (il 5,7%), Deutsche Bank (l'8,76%) e Bank of New York Mellon (al Nyse cede il 4,76%).

Sul fronte del petrolio, i prezzi continuano a calare oltre che per l'aumento dei casi di coronavirus a livello globale (che mette a repentaglio la ripresa della domanda), anche a causa del possibile ritorno alla produzione della Libia. Il Light crude Wti cede il 5,54% a 38,80 dollari al barile, il Brent arretra del 4,70% a 41,13 dollari al barile. La Libyan National Oil Company (Noc) ha annunciato sabato la ripresa della produzione e delle esportazioni di greggio su siti che ha definito "sicuri", il giorno dopo l'annuncio da parte del generale Khalifa Haftar della revoca del blocco alla produzione imposto per otto mesi dalle sue forze armate. Nel frattempo, i timori sulla domanda di greggio si stanno riaccendendo poiché diversi Paesi stanno nuovamente avviando un lockdown per il dilagare dei contagi da coronavirus.

Lunedì nero anche per l'euro: la diminuzione della propensione al rischio e il crollo dei mercati azionari mondiali stanno spingendo la divisa europea al ribasso rispetto al biglietto verde. Il cambio tra la valuta unica e il dollaro si attesta a circa 1,1744, mentre sullo yen si muove in zona 122,74. La divisa nipponica guadagna terreno sul dollaro a quota 104,52. Il dollaro è generalmente considerato un bene rifugio e quindi tende ad apprezzarsi quando prevale l'incertezza politica o economica. Questo rafforzamento del biglietto verde ha portato a una caduta dei metalli preziosi, e in particolare dell'argento che ha perso l'8,60%, dopo essere sceso di oltre il 10%, tornando ai livelli di metà agosto. L'oro ha perso il 2,87% a 1.894,90 dollari l'oncia. Anche il platino e il palladio vanno giù, ma in misura minore.