Dl Imprese: domani dalle 18 la fiducia, mercoledì il voto finale

Dl Imprese: domani dalle 18 la fiducia, mercoledì il voto finale

Le opposizioni protestano: il Governo va avanti a fiducie.

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 La fabbrica del cappello, l'azienda Borsalino di Alessandria. Leggendario marchio della tradizione artigianale (Foto Afp)

Le votazioni sulla fiducia posta dal governo sul decreto Imprese avranno inizio domani dalle 18. Lo ha stabilito la Conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Il voto finale sul provvedimento si svolgerà invece nella tarda mattinata di mercoledì. Domani, a partire dalle 16,30, si svolgeranno le dichiarazioni di voto sulla fiducia posta dal governo sul decreto Imprese. Dalle 18 si svolgera' la votazione per appello nominale. A seguire, dalle 21 e fino alle 24 si svolgerà l'esame degli ordini del giorno, che proseguirà l'indomani, mercoledì 27 maggio, a partire dalle ore 9. Dalle 11 si svolgeranno le dichiarazioni di voto finali e votazione finale sul provvedimento, che passerà all'esame del Senato.

La decisione del Governo di porre la fiducia sul decreto non è piaciuta alle opposizioni, che lamentano la "strozzatura" del dibattito con il "governo che va avanti a fiducie e resta sordo alle proposte delle opposizioni". Dunque, le forze di centrodestra chiedono all'esecutivo che "almeno sul decreto rilancio non venga messa la fiducia". L'iter del decreto partirà dalla Camera. Il deputato di Forza Italia Simone Baldelli ha ricordato che quella posta oggi "è la sedicesima fiducia" del governo Conte II e che si e' in presenza di un "rischio ingolfamento in Parlamento con otto decreti da convertire: non siamo assolutamente certi che 263 articoli del dl Imprese siano la soluzione e non invece una parte del problema". Riccardo Zucconi di FdI ha espresso "rammarico per questa nuova fiducia che impedisce di poter affrontare in maniera trasparente le migliorie al testo, a fronte della disponibilità delle opposizioni a collaborare sulle modifiche da apportare al decreto. Questa modalità di porre sempre la fiducia ci lascia molto perplessi". Anche la Lega con Paolo Paternoster ha osservato: "Abbiamo cercato di migliorare il testo ma la maggioranza non ci ha fatto toccare palla, con una discussione strozzata prima in commissione e ora in Aula. E' un segnale molto negativo per la democrazia e spero che questo atteggiamento del governo non si ripeta anche in occasione del decreto Rilancio, spero nella collaborazione del governo e della maggioranza, che invece finora sono stati sordi".