Il prezzo del petrolio affonda di nuovo

Il prezzo del petrolio affonda di nuovo

Il maggiore fondo di scambio di greggio del mondo, USO, ha annunciato che venderà i suoi contratti con consegna a giugno nei prossimi quattro giorni, facendo precipitare un'altra volta le quotazioni, che la settimana scorsa erano scese in territorio negativo

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Il prezzo del petrolio affonda a New York, con il contratto di giugno del Wti che perde quasi il 25% del suo valore a 12,78 dollari al barile, in un mercato caratterizzato da un enorme eccesso di offerta e la capacità di stoccaggio che è giunta quasi al limite sullo sfondo della pandemia di coronavirus.

A far precipitare i prezzi è l'annuncio del più grande fondo di scambio di petrolio del mondo, USO, che venderà i suoi contratti a termine con consegna a giugno, il 20% del suo portafoglio pari a 3,6 miliardi di dollari, nei prossimi quattro giorni.

Al Nymex il barile di Wti in consegna a giugno, dopo quattro sessioni consecutive di rialzo è crollato di 4,16 dollari per finire a 12,78 dollari al barile. Lunedì scorso il greggio ha vissuto una sessione senza precedenti nella storia del mercato petrolifero, con il contratto di maggio del Wti che ha chiuso a -37,63 dollari al barile e gli investitori pronti a pagare per liberarsi dei loro contratti. A Londra, un barile di greggio del Brent con consegna a giugno ha perso quasi il 7% a 19,99 dollari.

Questo orientamento del mercato riflette le preoccupazioni relative ai "livelli di stoccaggio del greggio, che stanno aumentando" e si stanno avvicinando ai loro limiti, nonché ai tagli futuri nei Paesi produttori, "che non soddisfano le reali esigenze del mercato", ha commentato Bjornar Tonhaugen, analista di Rystad Energy.

I Paesi produttori di petrolio uniti all'interno dell'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (Opec) e i loro partner hanno concordato ad aprile di ridurre la produzione di circa dieci milioni di barili al giorno da maggio, ma il deficit della domanda causato dalla pandemia di Covid-19 potrebbe rappresentare un volume più del doppio. Di conseguenza, le riserve di oro nero si stanno riempiendo a tutta velocità e potrebbero raggiungere il massimo entro poche settimane, secondo diversi analisti. Una reazione a catena che pesa ancora di più sui prezzi del greggio. "A livello globale, si parla di un surplus di 16-17 milioni di barili al giorno", ha dichiarato Bart Melek di TD Securities. "Presto finiremo lo spazio di stoccaggio, a partire dal centro di Cushing", ha detto l'esperto.

Situati in Oklahoma, i titoli grezzi presso il terminal di Cushing sono utilizzati come riferimento per la quotazione Wti. Erano 59,7 milioni di barili (MB) il 17 aprile per una capacità totale di poco piu' di 76 milioni di barili, secondo i dati della United States Energy Information Agency. A livello degli Stati Uniti, le riserve di greggio ammontavano a 518,6 MB, avvicinandosi al loro massimo storico.

Craig Erlam, analista di Oanda, sottolinea il ritorno di alta volatilità dei prezzi del greggio, segno di nervosismo tra gli investitori, "quando sembrava essersi calmato un po' alla fine della scorsa settimana".

"Se la domanda non riprenderà a maggio, è probabile che i prezzi cadranno nuovamente in negativo con l'avvicinarsi della prossima data di consegna", ha affermato Hussein Sayed, analista di Fxtm.