Pil a -8% e perdite per 126 miliardi. Le stime del Def

Pil a -8% e perdite per 126 miliardi. Le stime del Def

Scostamento deficit da 55 miliardi per il decreto di aprile. ll Documento programmatico di bilancio terrà conto dell’impatto del lockdown e delle misure restrittive

Def Pil coronavirus

© JACOPO LANDI / NURPHOTO - Roberto Gualtieri, Giuseppe Conte

Stop alle clausole di salvaguardia, ​una perdita di Pil nominale calcolabile in oltre 126 miliardi di euro in confronto al 2019. È la stima contenuta nella bozza del Def che il governo si appresta a varare.

Il crollo del Pil sarà pari all'8% quest'anno, con un rimbalzo del 4,7% l'anno prossimo. Il governo stima che, in caso di una nuova ondata di contagi e in mancanza del vaccino, una ripresa graduale partirebbe solo dal secondo trimestre del 2021 e in media di anno la crescita del Pil "risulterebbe pari a solo il 2,3%". Pertanto il recupero della perdita di prodotto subita nel 2020 avverrebbe solo nel 2022.

La forte flessione tendenziale del prodotto interno lordo spingerebbe il deficit al 10,4% nel 2020 con le nuove misure e al 5,7% nel 2021. L'indebitamento netto tendenziale è stimato al 7,1% nel 2020 e al 4,2% nel 2021. Lo stock del debito pubblico si attesterà al 155,7% del Pil alla fine di quest'anno e al 152,7% alla fine del prossimo.    

Il via libera al nuovo quadro dei conti sarà accompagnato dalla richiesta di extra deficit che raggiungerà i 55 miliardi, necessaria per finanziare il dl aprile che in termini di fabbisogno viaggia nell’ordine dei 100 miliardi. 

Il Def terrà conto dell’impatto del lockdown e delle misure restrittive imposte per fronteggiare il coronavirus e conterrà la disattivazione delle clausole di salvaguardia con gli aumenti Iva e delle accise. "Sarà prevista la soppressione degli aumenti dell’Iva e delle accise previsti dalla legislazione vigente per il 2021 e gli anni seguenti", si legge nella bozza di documento.

Dopo il via libera del Cdm, che è in corso, il Def e la relazione con la richiesta di deficit aggiuntivo approderanno in Parlamento. L’obiettivo è di arrivare al voto unico delle Camere il 29 aprile per consentire così di varare entro la prossima settimana il decreto aprile.

Il governo specifica che elaborerà nuove previsioni macroeconomiche programmatiche "quando sarà superata la fase emergenziale più acuta" e rassicura sulla sostenibilità del debito. "Il debito pubblico dell’Italia è sostenibile e il rapporto debito/Pil verrà ricondotto verso la media dell’area euro nel prossimo decennio, attraverso una strategia di rientro che oltre al conseguimento di un congruo surplus di bilancio primario, si baserà sul rilancio degli investimenti, pubblici e privati, grazie anche alla semplificazione delle procedure amministrative", spiega l'esecutivo. "Tanto maggiore sarà la credibilità delle riforme strutturali messe in atto - sottolinea - tanto minore sarà il livello dei rendimenti sui titoli di Stato, agevolando il processo di rientro".     

 Il Documento di Economia e Finanza punta anche al contrasto all'evasione fiscale: "Il contrasto all’evasione fiscale e le imposte ambientali, unitamente a una riforma della tassazione che ne migliori l’equità e a una revisione organica della spesa pubblica, dovranno essere i pilastri della strategia di miglioramento dei saldi di bilancio e di riduzione del rapporto debito/Pil nel prossimo decennio", si legge.   

Infine l'esecutivo si impegna a introdurre nuovi strumenti in Ue: "L’azione del Governo sarà indirizzata all’introduzione di innovativi strumenti europei che possano assicurare una risposta adeguata della politica di bilancio alla luce della gravità della crisi e, al contempo, migliorare le prospettive di crescita di lungo termine e migliorare la sostenibilità delle finanze pubbliche dei paesi membri".