Per gli economisti le risorse per ripartire ci sono, ma basta litigi

Per gli economisti le risorse per ripartire ci sono, ma basta litigi

Abbandonare le polemiche pretestuose tra Stato e Regioni e con l'Europa: serve una risposta comune

coronavirus Europa Regioni

© ELIANO IMPERATO / Controluce / Controluce via AFP 
- Coronavirus consumi 

Abbandonare le polemiche pretestuose tra Stato e Regioni e con l'Europa o il circolo vizioso “instabilità economica-instabilità politica” avrà conseguenze ancora più drammatiche sull'economia, provata da una recessione economica senza precedenti. Lo scrivono Carlo Bastasin, Lorenzo Bini Smaghi, Marcello Messori, Stefano Micossi, Pier Carlo Padoan, Franco Passacantando, Gianni Toniolo in un'analisi titolata significativamente "Le risorse per ripartire ci sono: subito progetti per il paese, anziché litigi ideologici", della Luiss. 

"L’Italia - fanno notare gli economisti - può disporre di risorse adeguate ad affrontare l’emergenza, impostare il riavvio dell’attività economica e avviare gli investimenti ‘trasformativi’ necessari nel nuovo mondo post-crisi, purché abbandoni polemiche pretestuose che ci indeboliscono in Europa e impediscono di utilizzare le risorse disponibili in Italia. Le emergenze sanitaria ed economica, provocate dall’epidemia virale Covid-19, rischiano di ripercuotersi sulla tenuta istituzionale del paese e quindi sulla capacità di risposta alle emergenze stesse".

 "E’ un fenomeno - sottolineano - già vissuto in passato quando l’instabilità economico-finanziaria aggravava l’instabilità politica e questa a sua volta provocava profonde cadute degli investimenti lungo un processo che ha azzerato la crescita del paese. Ora, di fronte a una recessione economica senza precedenti e che potrebbe essere a due cifre, il circolo vizioso italiano 'instabilità economica-instabilità politica' rischia di ripresentarsi con effetti più drammatici e di rendere impossibile un recupero per il quale invece sono disponibili sufficienti risorse finanziarie sia italiane sia europee".

"La prima reazione degli italiani di fronte all’emergenza sanitaria - sottolineano gli studiosi - è stata di risposta ordinata. Nei mesi di febbraio e di marzo, anche i toni del confronto politico sono rimasti contenuti. Nelle ultime settimane le cose tuttavia sono cambiate. Due linee di faglia si sono aperte ricreando una rottura della risposta comune e riportando una seria incertezza sullo sviluppo politico del paese. Le due faglie sono rappresentate dal rapporto Stato-Regioni e da quello Stato-Europa. In entrambi i casi, su queste due direttrici si è ricostruito un antagonismo ideologico e personale che ora ha assunto toni di contrapposizione così forti da apparire difficili da riconciliare".    

"Se così fosse, al di là dei gravi effetti dell’incertezza istituzionale sull’economia - è la conclusione - sarebbero in dubbio sia la tenuta unitaria del paese, sia la sua permanenza nel quadro delle istituzioni europee".