Per Palmucci “l'impatto sul turismo è devastante . Servirà un piano Marshall"

Per Palmucci “l'impatto sul turismo è devastante . Servirà un piano Marshall"

Il presidente dell'Enit: il coronavirus ha prodotto "effetti simili a quelli determinati dal terrorismo sui paesi del Nord Africa, che hanno avuto cali del 70-80%"

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Inutile negare, ma “l’ultima settimana all’insegna dell’isteria e di un terrore parossistico della nostra clientela ha generato un’onda mostruosamente elevata di disdette da ogni parte del mondo”. In un’intervista a La Stampa Giorgio Palmucci, presidente di Enit, l’ente per il turismo, già presidente di Confindustria Alberghi, una mezza via tra l’essere ambasciatore del turismo italiano all’estero e il signore delle statistiche, dice che il paragone non va fatto con gli allarmi Sars o Ebola ma, piuttosto, con gli effetti determinati dal terrorismo sul turismo in Nord Africa. Perché, aggiunge, “Egitto, Tunisia, Turchia e in parte anche Francia hanno subìto allora impatti devastanti, pari a riduzioni del 70-80%, e noi oggi rischiamo una situazione simile”.

Questo, di fatto, è l’impatto del coronavirus sulla nostra economia, ciò che impone sin da subito di lavorare su “un piano di comunicazione fortissimo” pere predisporre anche “un piano Marshall per rassicurare la nostra clientela” in quanto i danni subiti “riguardano tutta l’industria turistica nazionale, con milioni di posti di lavoro messi a gravissimo rischio”. Palmucci calcola infatti che metà delle presenze sono di ospiti stranieri e le cancellazioni delle prenotazioni, sia sulla primavera che per la stagione estiva, “arrivano come una grandinata su tutt’Italia” anche perché, ribadisce, “a livello di comunicazione politica sono stati commessi errori gravissimi” quindi garantisce che come categoria “noi ci impegneremo con il ministero di riferimento per recuperare sullo tsunami” registrato fino a questo momento.

Anche perché le stime sull’andamento della stagione dicono che “fino al settembre scorso, le presenze straniere erano in crescita del 4% scarso – insiste Palmucci – e i connazionali erano pressoché stabili” mentre le stime per il 2020, raccolte anche attraverso i 28 uffici di rappresentanza sparsi per il mondo, “ci indicavano un trend attorno al 3%, comunque in area positiva” mentre “adesso dovremo costruire le dighe per contenere le perdite” calcola il presidente di Enit.