Nasce il gigante della birra, Sabmiller accetta offerta Inbev

(AGI) - Londra, 13 ott. - SabMiller, il secondo produttore dibirra al mondo, ha accettato la nuova offerta d'acquisto da 96miliardi di euro lanciata da Anheuser-Busch InBev, leadermondiale del settore. Ad annunciare l'accordo tra i cda delledue compagine e' la stessa SabMiller, che la settimana avevarifiutato la quarta offerta della rivale giudicandolainsufficiente per poi accettarne un'ultima dalle condizionieconomiche leggermente migliori (un prezzo per azione salito da43,50 a 44 dollari, ovvero un premio del 50% sul prezzo dichiusura dello scorso 14 settembre). L'intesa tra i due board e' arrivata dopo la minaccia

(AGI) - Londra, 13 ott. - SabMiller, il secondo produttore dibirra al mondo, ha accettato la nuova offerta d'acquisto da 96miliardi di euro lanciata da Anheuser-Busch InBev, leadermondiale del settore. Ad annunciare l'accordo tra i cda delledue compagine e' la stessa SabMiller, che la settimana avevarifiutato la quarta offerta della rivale giudicandolainsufficiente per poi accettarne un'ultima dalle condizionieconomiche leggermente migliori (un prezzo per azione salito da43,50 a 44 dollari, ovvero un premio del 50% sul prezzo dichiusura dello scorso 14 settembre). L'intesa tra i due board e' arrivata dopo la minaccia diInBev di lanciare un'opa ostile e rivolgersi direttamente agliazionisti. Incluso il debito del gruppo inglese (che possiede,tra gli altri, il marchio Peroni), il valore dell'offerta(tutta in contanti) del colosso belga-brasiliano e' pari a 117miliardi di dollari, una cifra che rende l'operazione una dellemaggiori fusioni delle storia, seconda solo al matrimonio, poifallito, tra Time Warner e Aol e alle operazioniVodafone-Mannesmann e Verizon-Cellco. L'intesa e' stata chiusa in extremis, in quanto domanisarebbe scaduto il termine legale dopo il quale InBev avrebbedovuto ritirare l'offerta senza poterne ripresentare un'altraper almeno sei mesi. L'operazione avverrebbe in una fase chevede i gruppi birrari tradizionali spinti a un consolidamentodalla sempre crescente moda delle birre artigianali e dalcontinuo calo del fatturato sui mercati emergenti, che haportato InBev, proprietario di marchi come Corona e StellaArtois, a chiudere il secondo trimestre con un deciso calodell'utile.(AGI) .