Made in Italy: cresce la voglia, +22% ricerche Google

(AGI) - Treia (Macerata), 26 giu. - Il marchio Italia resta unpunto di forza nel Mondo, sinonimo di creativita', qualita' ebellezza che, negli ultimi tre anni, ha visto crescere lericerche su Google del 22%. Lo rileva il rapporto Italia -Geografie del nuovo 'made in Italy' di Fondazione Symbola,Unioncamere e Fondazione Edison, presentato, oggi, a Treia(Macerata) nella sessione di apertura del XIII seminarioestivo. Il rapporto ha il patrocinio dei ministeri degli AffariEsteri, delle Politiche Agricole, dei Beni Culturali,dell'Ambiente e di Expo Milano 2015 e porta in viaggio tra itanti talenti italiani.

(AGI) - Treia (Macerata), 26 giu. - Il marchio Italia resta unpunto di forza nel Mondo, sinonimo di creativita', qualita' ebellezza che, negli ultimi tre anni, ha visto crescere lericerche su Google del 22%. Lo rileva il rapporto Italia -Geografie del nuovo 'made in Italy' di Fondazione Symbola,Unioncamere e Fondazione Edison, presentato, oggi, a Treia(Macerata) nella sessione di apertura del XIII seminarioestivo. Il rapporto ha il patrocinio dei ministeri degli AffariEsteri, delle Politiche Agricole, dei Beni Culturali,dell'Ambiente e di Expo Milano 2015 e porta in viaggio tra itanti talenti italiani. L'Italia, dunque, sa essere innovativa,versatile, creativa, reattiva, competitiva e vincente.Soprattutto sui mercati globali. Tanto da esprimere, nonostantei sette anni di crisi, quasi mille prodotti con saldocommerciale attivo da record. Un risultato di tutto riguardo,raggiunto grazie a una scelta decisa sulla qualita'. E in lineacon il nostro primato sul fronte dell'avanzo commerciale ilnostro Paese e' uno delle cinque nazioni che vanta un surplusmanifatturiero sopra i 100 miliardi di dollari. In compagnia digrandi potenze industriali come Cina, Germania, Giappone eCorea. Una leadership che ci parla di qualita' crescentericonosciuta alla nostra manifattura. Non a casodall'introduzione dell'euro l'Italia ha visto i valori mediunitari dei suoi prodotti salire del 39 per cento, facendomeglio di Regno unito (36 per cento) e Germania (23 per cento).Dati supportati anche dalle tendenze rilevate da un recentesondaggio Ipsos secondo cui circa l'80 per cento deglistatunitensi e dei cinesi riconosce nel made in Italy un grandevalore. Sia all'estero che in patria il marchio Italia 'sinonimo di moda, artigianato, arredamento, design e cibo, esoprattutto di bellezza e qualita'. Due italiani su tre sonodisposti a pagare un sovrapprezzo per avere prodotti 100 percento italiani. Tendenza che si riscontra sui mercati globali,specie in paesi come Giappone, Emirati Arabi, Usa, Russia eBrasile. Il rapporto Italia- Geografie del nuovo made in Italy,senza nascondere le difficolta' del mercato interno, misura lacompetitivita' del sistema produttivo interno non con parametri'tradizionali' come la quota di mercato detenuta sull'exportmondiale, ma con un nuovo indicatore capace di cogliere eleggere in modo assai piu' fedele e puntuale quanto si muovenella nostra economia: la bilancia commerciale dei singoliprodotti. Vuol dire che se pensiamo al mercato globale come aun'olimpiade, ai prodotti come discipline sportive in cui vincechi ha un export di gran lunga superiore all'import, l'Italiaarriva a medaglia quasi mille volte. Fanno meglio di noi soloCina, Germania e Stati Uniti. "Mentre la crisi sembrafinalmente allentare la sua presa sul Paese - commenta ErmeteRealacci, Presidente della Fondazione Symbola - e' ancora piu'importante avere un'idea di futuro, capire quale posto vogliamoche l'Italia occupi in un mondo che cambia. Piu' che inpassato, mi piace dire che l'Italia deve fare l'Italia,rispondendo ad una domanda che aumenta ed e' confermata daidati sull'innalzamento delle ricerche sul maggiore motore dinavigazione internet, e puntare sui talenti che il mondo lericonosce: bellezza, qualita', conoscenza, innovazione,territorio e coesione sociale che sempre piu' incrociano lafrontiera della green economy. Talenti che ci consegnano lechiavi della contemporaneita' e delle sfide del futuro perche'assecondano la voglia crescente di sostenibilita' deiconsumatori e danno risposte ai grandi cambiamenti negli stilidi vita e nei modelli di produzione. E' cosi' che il nostroPaese - conclude Realacci -, gia' oggi, puo' declinare quel'rifiuto dello scarto' e quell'attenzione alle cose e allepersone del creato che papa Francesco mette al centro della suaenciclica Laudato si'". .

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