Esiste una formula per valutare la qualità del vino. L'ha inventata un italiano

Il metodo di valutazione di Luca Maroni, analista sensoriale di fama mondiale, si basa su tre parametri: la consistenza, l’equilibrio e l’integrità la cui somma dà l’indice di piacevolezza

Esiste una formula per valutare la qualità del vino. L'ha inventata un italiano

Esiste un metodo scientifico per stabilire la qualità del vino? La risposta è sì: si basa su tre parametri che sono la consistenza, l’equilibrio e l’integrità la cui somma dà l’indice di qualità analitica e sensoriale, l’indice di piacevolezza di ogni vino. A stabilirlo è Luca Maroni, analista sensoriale di fama internazionale che da 24 anni pubblica l’Annuario dei vini italiani, una sorta di bibbia degli enologi, che ha portato “i migliori vini italiani” a Frascati, in una kermesse di tre giorni che ha unito poesia, letteratura, musica e vino per dar vita ad un evento unico.

Esiste una formula per valutare la qualità del vino. L'ha inventata un italiano
Luca Maroni durante la manifestazione di Frascati 'Il buono nel bello'

'Formula della piacevolezza' e la classifica dei migliori vini italiani

In un'intervista esclusiva all'AGI, Maroni spiega in dettaglio la sua 'formula della piacevolezza' e stila una classifica dei migliori vini italiani.

“Come è diventato e cosa significa essere analista sensoriale?”
Lo sono diventato degustando vini mosso dall’amore e dalla passione per il vino. Essere analisti sensoriali significa elaborare intellettivamente il portato-registrato dagli organi di senso a contatto con il vino, il cibo, il mondo. Solo dopo che ho elaborato intellettivamente un profumo, un sapore, un contatto, posso valutarne intensità, tipologia, qualità dell’espressione. 

“Come funziona il suo metodo?”
Tre i parametri che determinano la qualità del vino, consistenza, equilibrio e integrità la cui somma è l’indice di qualità analitica e sensoriale, l’indice di piacevolezza di ogni vino. Li valuto di ogni vino attraverso l’esame visivo, olfattivo e gustativo del campione in esame. Quanto è ricco e corposo, quanto è equilibrato e morbido, quanto è pulito e non ossidato il gusto-aroma del vino? Guardiamo, odoriamo e assaggiamo il vino valutando la sua consistenza, il suo equilibrio e la sua integrità.

Formula di Piacevolezza o Indice di Qualità: IQ/P/F = C + E + I

Esiste una formula per valutare la qualità del vino. L'ha inventata un italiano

“Come è arrivato alla formula della piacevolezza?”
L’ho dedotta dai molteplici assaggi che sin dal 1987 ho cominciato professionalmente a fare e dallo studio delle scienze implicate nella produzione del vino (agronomia, enologia, fisiologia del gusto). Il vino muove i sensi che il cervello interpreta e soppesa. 

“Come si avvicinano i ragazzi al suo metodo?”
Benissimo e in modo assolutamente immediato, essendo di così pratica, diretta, essenziale applicazione. E in più capiscono naturalmente che la qualità del vino è la piacevolezza del suo sapore, non avendo mai conosciuto i vini difettosi giacchè figli di un’epoca non così tecnicamente dotata e sì qualitativamente vocata. 

“Come è stato recepito in Italia e all'estero?"
In modo entusiastico dagli operatori e dagli appassionati stranieri perché hanno toccato con mano come i vini valutati migliori secondo tale metodologia vengano graditi e apprezzati in modo entusiastico da tutti i bevitori. E poi gli stranieri amano un approccio più scientifico e pragmatico nella determinazione del valore dell’oggetto del loro amore.

Esiste una formula per valutare la qualità del vino. L'ha inventata un italiano
 bicchieri di vino bianco - consorziolugana

"Quali sono i tre vini italiani migliori, divisi tra rossi e bianchi?”
Vini Rossi: Roma Doc Edizione Limitata Poggio Le Volpi; Mater Matuta Casale del Giglio; Petit Verdot Ducato Grazioli. Vini Bianchi: Roma Doc Bianco Federici; Frascati Superiore Sesto 21 Casata Mergè, Donnaluce Poggio le Volpi.

“Esperienza personale: com’è la comunicazione italiana rispetto a quella estera (tipo francese) sul vino?"
Direi molto buona, appassionata ma anche tecnicamente attenta e preparata. Occorre però adesso concentrarci in una campagna di stampa nazionale: far tornare il vino sulla tavola di ogni giorno, di casa propria, degli italiani. Non si deve bere buon vino solo per aperitivo o a cena fuori, il vino è il compagno perfetto della tavola e dell’organismo di ogni giornaliero contatto con la nutrizione. Due bicchieri di vino a pasto è un benefico piacere che non dobbiamo farci mancare. 

“Perché gli eventi da lei organizzati hanno sempre caratteristiche uniche?”
Anzitutto per la qualità della selezione, effetto della metodologia valutativa. Quindi perché ai miei eventi sono presenti personalmente i produttori, i titolari delle aziende. La non distanza fra pubblico e produttore, fra noi organizzatori e gli entusiasti frequentatori. E poi l’atmosfera umana, umile, conviviale, che assieme ad essi e a mia sorella Francesca Romana siamo capaci di combinare. 

Esiste una formula per valutare la qualità del vino. L'ha inventata un italiano

“Il suo ultimo progetto è quello di riportare in vita la vigna di Leonardo da Vinci a MIlano. Di che si tratta?”
Dopo undici anni di lavoro ho ritrovato e reimpiantato a Milano l’originaria vigna di Leonardo da Vinci. Il reimpianto è stato fatto con viti di Malvasia di Candia Aromatica identiche alle originali. Undici anni di vita trascorsi con Leonardo e il suo amor per il vino che ora nella sua vigna rivive nella Casa degli Atellani in Corso Magenta 65. Un percorso umano e professionale degno del suo fautore. 



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