Dal Salento a Dubai, la passione degli stranieri per la pietra leccese

Nata 60 anni fa, Bianco Cave oggi realizza progetti in diversi Paesi del mondo

Dal Salento a Dubai, la passione degli stranieri per la pietra leccese

Lecce - Lavorano la pietra leccese da tre generazioni e oggi sono proiettati soprattutto sul mercato estero: i fratelli Bianco portano avanti la tradizione di famiglia nell'azienda di Melpignano, 27 dipendenti e due milioni di fatturato. Gianni, Valerio e Alba continuano a realizzare il "sogno" del fondatore Antonio, che sessanta anni fa diede vita alla ditta "Fratelli Bianco" oggi diventata "Bianco Cave", che a fine anno è stata premiata a Montecitorio tra le 100 Eccellenze italiane nel Mondo, per "aver saputo valorizzare il Made in Italy come brand riconoscibile in tutto il mondo, contenitore di espressioni della lavorazione artigianale dei materiali".

Il fondatore Antonio, 80 anni e una vita a contatto con la pietra

Nata come attività estrattiva nella cava del nonno, fu il padre degli attuali titolari, Antonio, ad aggiungere all'attività estrattiva la lavorazione. Antonio - oggi ottantenne - ha trascorso tutta la sua vita a contatto con la pietra, cominciando a frequentare le cave all'età di sei anni. "In quel periodo - racconta - non c'erano aiuti meccanici e la pietra si cavava con l'attrezzo che chiamavamo 'lu zoccu', un piccone. I blocchi venivano staccati a mano, uno ad uno, e poi trasportati con i cavalli, che trainavano le pietre fino al luogo di destinazione". "Per la difficoltà di andare a fondo le cave venivano sfruttate solo in minima parte", ricorda ancora Antonio. "Oggi, grazie ai macchinari da taglio, si può scendere in profondità per sfruttarle al massimo. Inoltre con pale meccaniche e automezzi capienti, si può estrarre con più facilità e meno fatica per i cavatori. Anche le tecniche per la lavorazione vengono costantemente migliorate: negli ultimi anni sono state inserite nuove e avanzate tecnologie come le macchine a controllo numerico".

Due stabilimenti e sette bacini di estrazione, da Gallipoli a Ostuni

Oggi l'azienda lavora in due stabilimenti e sette bacini di estrazione per fornire ai clienti differenti qualità e tonalità di pietra, adatte per realizzare qualsiasi tipo di progetto e per soddisfare tutte le esigenze del mercato.

  • la pietra leccese paglierina viene estratta a Martano, Zollino, Corigliano
  • la pietra grigia a Melpignano
  • il carparo a Gallipoli
  • la pietra marmorea a Poggiardo
  • la pietra bianca a Ostuni

Sia per l'estrazione che per la successiva lavorazione vengono utilizzate maestranze specializzate, alcune delle quali seguono personalmente la fase delle realizzazioni all'estero.

Non solo masserie in Salento, la passione degli stranieri per la pietra leccese

Di pari passo con la creazione di resort e masserie in Salento, che rappresentano una specie di vetrina dei lavori della Bianco Cave, è cresciuta anche l'attenzione dei clienti stranieri, che hanno commissionato ai fratelli Bianco ville e alberghi in diverse parti del mondo.

  • Tirana, è stato realizzato l'albergo Amadeus Palace
  • Arabia Saudita e Russia, diverse ville private
  • Las Vegas, una grande fontana per l'Hotel Bellagio
  • TorontoLos Angeles, residenze private con cornici, balaustre e capitelli
  • Chicago, un centro commerciale, l'Atlantis Club e il Venuti's restaurant
  • Essen in Germania, una serie di uffici.

La passione dei committenti stranieri per le realizzazioni salentine, in particolare per i sauditi, è tale che di recente l'azienda ha aperto uno show room a Dubai. "Investiamo molto nei mercati esteri: in eventi fieristici di settore per far conoscere agli stranieri il nostro lavoro, la nostra pietra e il nostro nome - sottolineano i fratelli Bianco - molti dei nostri risultati sono raggiunti anche grazie all'importante lavoro svolto dagli export manager e alle collaborazioni con distributori internazionali".

Dallo studio dell'architettura locale alla creazione dei pezzi, come prende vita un progetto

"Per quanto riguarda il lavoro all'estero - proseguono i tre imprenditori - si fa una valutazione preliminare dei mercati, in particolare di quelli emergenti, si individuano le aree di maggiore interesse, poi si fa uno studio dell'architettura, perché ogni paese ha il suo stile. Per esempio in Russia è più sfarzoso e neoclassico, in Medio Oriente pur essendo sontuoso o ricco è di linee più moderne, essenziali e minimaliste. Inoltre, bisogna considerare che i clienti in ogni Paese hanno il loro metodo di lavoro, per esempio in Medio Oriente c'è il general manager, che sovrintende tutto il processo dalla progettazione alla realizzazione".

"In linea di massima però il committente ci dà il progetto e noi lo sviluppiamo, facciamo la nostra quotazione, in genere alcuni vengono a vedere il lavoro in azienda, perché preferiscono avere un contatto diretto. Poi iniziamo a creare i pezzi richiesti, che vengono spediti ai clienti nelle diverse misure necessarie per realizzare il progetto, l'assemblaggio avviene in loco ed è generalmente effettuato da manodopera locale, mentre per i lavori di rifinitura e controllo inviamo all'estero i nostri artigiani".