Lavoro: Istat, segnali positivi ma ripresa non c'e' ancora

(AGI) - Roma, 3 lug. - Ci sono segnali positivi per il mercatodel lavoro, ma la ripresa non c'e' ancora. Lo segnala l'Istat,nella nota mensile sull'andamento dell'economia italiana. "Un miglioramento dell'evoluzione dell'occupazione neiprossimi mesi si osserva dal lato della domanda" si leggenell'indagine, che ricorda come il tasso di posti vacanti siacresciuto di un decimo di punto nel I trimestre. "La variazionepositiva riflette un aumento dei posti di lavoro richiestidalle imprese e si accompagna alla stabilizzazione del tasso didisoccupazione (con una complessiva riduzione della tensionedel mercato del lavoro). L'aumento del tasso di

(AGI) - Roma, 3 lug. - Ci sono segnali positivi per il mercatodel lavoro, ma la ripresa non c'e' ancora. Lo segnala l'Istat,nella nota mensile sull'andamento dell'economia italiana. "Un miglioramento dell'evoluzione dell'occupazione neiprossimi mesi si osserva dal lato della domanda" si leggenell'indagine, che ricorda come il tasso di posti vacanti siacresciuto di un decimo di punto nel I trimestre. "La variazionepositiva riflette un aumento dei posti di lavoro richiestidalle imprese e si accompagna alla stabilizzazione del tasso didisoccupazione (con una complessiva riduzione della tensionedel mercato del lavoro). L'aumento del tasso di posti vacanti,cresciuto dopo la stasi registrata nell'ultimo trimestre del2014, ha interessato diversi comparti del settore dei servizi,tra i quali le attivita' finanziarie, le attivita'professionali scientifiche e tecniche e i servizi diinformazione". Un aumento si e' verificato anche nellecostruzioni ma non nell'industria in senso stretto, a riflessodi una domanda di lavoro che permane ancora debole nel settore. Le previsioni espresse dagli imprenditori nel mese digiugno riguardo alle tendenze dell'occupazione nei successivitre mesi, sottolinea l'Istat, "si sono confermate positive intutti i settori, compresa l'industria manifatturiera,consolidando quindi i segnali provenienti dal lato delladomanda. Dal lato dell'offerta di lavoro emergono indicazionieterogenee. L'esame dei dati grezzi e i confronti tendenzialirispetto al primo trimestre del 2014 mostrano un quadro delmercato del lavoro maggiormente favorevole rispetto a quelloosservato con i dati congiunturali". Tuttavia, prosegue l'Istat, a una nuova riduzione dellepersone in cerca di occupazione si e' affiancata una crescitadelle forze di lavoro potenziali (+9,7%, 324 mila individui)ovvero la fascia di inattivi piu' vicini al mercato del lavoro.Tra il complesso degli inattivi, inoltre, sono aumentati gliscoraggiati (+2,7%, 52 mila persone), coloro che hanno smessodi cercare un lavoro perche' ritengono di non riuscire atrovarlo. Il fenomeno dello scoraggiamento ha coinvoltosoprattutto i maschi (+6,4% contro +0,7% delle donne). Sitratta di un segnale da seguire con attenzione tenendo presenteche lo scoraggiamento maschile nella ricerca di lavoro eramolto cresciuto nella fase piu' acuta della crisi (biennio2012-2013). Un segnale rilevante che si osserva dal latodell'offerta e' che, accanto alla riduzione tendenzialedell'occupazione complessiva, si e' verificata una riduzionedell'incidenza della disoccupazione di lunga durata,storicamente molto elevata nel nostro paese: la quota didisoccupati da piu' di dodici mesi sul totale e' passata dal58,7% al 57,1% in un anno ed e' diminuita soprattutto tra ledonne (tre punti percentuali in meno fino al 56,8%), nel Centro(quattro punti in meno fino al 51,6%) e, in parte, anche nelMezzogiorno (un punto e mezzo in meno fino al 63,3%). (AGI).