Latte: Fava,a Bruxelles si valorizzino prodotti dop e di montagna

(AGI) - Roma, 30 giu. - "Sulla crisi del latte l'Unione europea e' chiamata a di...

Latte: Fava,a Bruxelles si valorizzino prodotti dop e di montagna
 Gianni Fava - twitter

(AGI) - Roma, 30 giu. - "Sulla crisi del latte l'Unione europea e' chiamata a dimostrare se la Brexit ha insegnato qualcosa o meno: non basta l'aumento dei tetti allo stoccaggio per l'acquisto pubblico di 100.000 tonnellate per il burro e 350.000 tonnellate per il latte scremato in polvere, non e' una soluzione sufficiente".
Lo ha detto l'assessore all'Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, che chiede ai 27 stati membri di adottare provvedimenti efficaci. "Stanziare altri 500 milioni di euro, se distribuiti a pioggia fra i paesi produttori, non ha senso - accusa l'assessore regionale - Anche perche' della tranche della medesima entita' messa a disposizione lo scorso settembre solamente una parte e' stata utilizzata. Serve una strategia per finalizzare al massimo le risorse".
Piuttosto, Fava chiede che il ministro Martina si faccia carico di tutelare la zootecnia da latte dell'Europa del Sud, stringendo efficaci alleanze con quegli stati che vivono la medesima condizione. "Secondo le elaborazioni di Clal.it, l'Ue a 28 nel periodo gennaio-marzo 2016 ha registrato un tasso di autoapprovvigionamento del 114,1 per cento - ha spiegato Fava - distribuito in maniera disomogenea. Il Centro Europa ha prodotto il 132,2% del proprio fabbisogno, l'Europa dell'Est il 109,9%, i paesi Baltici e Scandinavi il 105,4%, ma il Sud Europa ha una produzione del 74,2%, in deficit dunque rispetto a quanto consumato".
Da qui la richiesta dell'assessore della piu' importante regione lattiera italiana a sollecitare il ministro Martina affinche' "non accetti misure che impongono la riduzione volontaria delle produzioni di latte; lo facciano piuttosto i paesi del Centro, dell'Est Europa o i paesi Baltici e Scandinavi, che sono alle prese con una sovrapproduzione".
Alla Ue Fava invia un messaggio chiaro. "Non si dimentichi di tutelare le stalle di montagna, per il ruolo di presidio del territorio che ha risvolti anche di natura sociale e ambientale, oltre che economia - ammonisce - e si incentivino i sistemi di filiera aggregata e di prodotti a marchio Dop, l'unica strada per continuare a far vivere i sistemi locali".
Per Fava, dunque, "il futuro dell'Europa e' la valorizzazione del latte attraverso un modello rivolto alla produzione di formaggi Dop, alla specializzazione della destinazione del latte e degli ingredienti, non certo proseguire sulla strada di polvere o indifferenziati; almeno nella Macroregione agricola del Nord il latte non e' una commodity e il proprio valore aggiunto deve essere difeso".(AGI)


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