La Grecia in crisi balcanica

di Geminello Alvi(AGI) - Roma, 4 mar. - La vicenda greca somiglia sempre menoormai a una trattativa europea, di quelle difficili, e magaripiu' complicata delle altre ma con un limite a circoscrivere ilcampo dei possibili eventi. Piuttosto gli accordi fatti aBruxelles, ma negati in patria, le voragini nelle cassestatali, le fughe di capitali, i bizantini ricatti nell'intentodi tirare nel gioco al contempo Mosca e Obama, la classificanonei tratti consueti d'una crisi balcanica. Il governo grecodeve fare i conti anzitutto con arretrati fiscali che hannoraggiunto ? 74 miliardi, in crescita di

di Geminello Alvi(AGI) - Roma, 4 mar. - La vicenda greca somiglia sempre menoormai a una trattativa europea, di quelle difficili, e magaripiu' complicata delle altre ma con un limite a circoscrivere ilcampo dei possibili eventi. Piuttosto gli accordi fatti aBruxelles, ma negati in patria, le voragini nelle cassestatali, le fughe di capitali, i bizantini ricatti nell'intentodi tirare nel gioco al contempo Mosca e Obama, la classificanonei tratti consueti d'una crisi balcanica. Il governo grecodeve fare i conti anzitutto con arretrati fiscali che hannoraggiunto ? 74 miliardi, in crescita di ? 1,1 miliardi al mese:in qualche settimana le casse potrebbero dunque gia' esserevuote, considerato anche che la Grecia deve rimborsare ? 1,6miliardi al Fondo monetario internazionale a marzo. E varicordato che le passivita' della banca centrale greca colresto dell'unione monetaria europea sono cresciute da ? 49miliardi in dicembre a ? 76 miliardi in gennaio, confermando unaccelerarsi della fuga di capitali. Risulta pertanto evidenteche in Grecia non sono piu' soltanto i militanti della sinistraestrema al governo a essere scettici circa il fatto che undebito cresciuto a spirale, da 157% del 2012, al 182% delloscorso anno, possa ridursi al 124% nei prossimi cinque anni. Ma il paradosso e' che l'adesione all'euro per i grecisignifico' per loro non solamente soldi facili, da spenderesenza pero' restituirli. Implico' pure il loro compiacimento,lusingandoli di sentirsi come gli altri europei e non piu'balcanici. E percio' il rimborso a fine di giugno di ? 6,7miliardi alla BCE si complica di sentimenti che poco hanno ache vedere coi fatti economici. Badando esclusivamenteall'economia, in effetti quant'e' gia' accaduto a Bruxellesdovra' ripetersi, giacche' un governo senza liquidita' non haaltra alternativa alla bancarotta: deve cedere ai suoicreditori. Ma le proteste, i litigi, gli accordi precari, levarie smentite da qui a giugno risulteranno ritmati come inogni crisi balcanica dalla geopolitica. Ecco quindi Syrisa chenon crede alle minacce di Schaeuble, anzi lo descrive e lopretende poi redarguito dalla Merkel, o s'affida ad Obama.Intanto Mikis Theodorakis in una lettera aperta al signorTsipras lo esorta a cacciare i "bavaresi", evocando la dinastiaWittelsbach imposta alla Grecia nel 1833 da potenze straniere olamentandosi di "due secoli di crimini europei contro laGrecia,". Ma a questa politicizzazione della crisi obbediscepure Varoufakis quando spiega a Charlie Hebdo che a beneficiaredi un fallimento di Tsipras sarebbe l'estrema destra. In altritermini gli elettori greci alla disperazione, potrebberopremiare fanatici e populisti di destra. Scenari checompiacciono Mosca, ma preoccupano Obama, e non fanno bastare aBerlino un esclusivo ragionare economico. Una nazione indissesto, ostile alla Nato, potrebbe giocarsi la carta russa,ma cosi' l'arco di instabilita' geopolitica dalla Libia siestenderebbe con continuita' fino all'Ucraina: uno degliscenari ormai in gioco in questa crisi, appunto balcanica.(AGI).