La classifica del digitale in Europa (dove l'Italia è fanalino di coda)

La classifica del digitale in Europa (dove l'Italia è fanalino di coda)
 Grafico

Gli europei stanno diventando sempre più digitali: si connettono almeno una volta a settimana, scaricano musica e film, fanno shopping online. Ma la metà di loro ha ancora competenze scarse. E' quanto emerge dai dati per il 2016 dell'Indice Desi 2017 (Digital Economy and Society Index, ndr) pubblicato dalla Commissione europea. 

Nello specifico, lo scorso anno il 76% degli europei si è connesso online almeno una volta alla settimana, con un incremento di 3 punti percentuali rispetto al 2013.

  • Il 78% degli utenti internet scarica musica, film, fotografie o giochi.
  • Il 70% legge notizie online (64% nel 2013)
  • Il 66% fa shopping via internet (61% nel 2013). Il 63% usa i social network (57% nel 2013)
  • Il 59% sfrutta l'online banking (56% nel 2013). Il 39% usa internet per fare chiamate vocali (33% nel 2013)
  • Il 34% sottopone online documenti alla propria amministrazione invece che consegnarli in forma cartacea

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L'impresa accelera il passo 

Anche le imprese stanno adottando sempre più tecnologie digitali, come l'uso di software per condividere informazioni elettroniche (dal 26% del 2013 al 36% del 2015) per inviare fatture (dal 10% del 2013 al 18% del 2016). L'indice Desi registra invece un ritardo per le piccole e medie imprese. Il commercio elettronico delle Pmi sta crescendo molto lentamente: dal 14% del 2013 al 17% del 2016, con solo la metà di queste imprese che vendono prodotti o servizi in altri Stati Ue.

La banda larga entra nel 76% delle case 

Il 76% delle famiglie dell'Unione europea puà avere accesso alla banda larga ad alta velocità (almeno 30 Mbps) e in alcuni Stati membri una parte significativa dei cittadini è in grado di sfruttare reti capaci di fornire 100 Mbps o più. L'Indice Desi registra un aumento significativo degli abbonamenti per i dati mobili, passati dal 58% degli europei nel 2013 al 84% nel 2016. I servizi 4G coprono l'84% della popolazione. Ma, secondo la Commissione, questo non è sufficiente ad affrontare le crescenti necessità di "velocità, qualità e affidabilità" delle connessioni digitali. Il traffico internet cresce del 20% l'anno e di più del 40% sulle reti mobili. L'esecutivo comunitario ritiene essenziale sviluppare in modo ampio le reti G5 entro il 2020. Inoltre, nei prossimi mesi i comuni europei saranno in grado di chiedere finanziamenti alla Commissione per finanziare infrastrutture di Wi-Fi gratuito negli spazi pubblici.

La metà degli europei ha competenze digitali minime

 L'Unione europea ha più laureati che mai in Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica, ma quasi la metà degli europei continua a non avere competenze digitali minime. Diciannove giovani su 1.000 possiede un diploma in Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica e di pari passo si rafforza anche la presenza di specialisti delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, che sono passati dal 3,2% del 2012 al 3,5% del 2015. Ma il 44% dei cittadini europei non sa ancora utilizzare la casella email, usare un foglio di scrittura o installare nuovi dispositivi elettronici.