Juncker: stanziati 21 miliardi, soldi disponibili per fare presto

(AGI) - Roma, 28 nov. - "Abbiamo preso i soldi che eranodisponibili". Lo ha detto il presidente della commissioneeuropea, Jean Claude Juncker, intervistato da Repubblica,rispondendo a chi considera pochi i 21 miliardi di euroreperiti da commissione e Bei per avviare il piano diinvestimenti europeo. "L'importante - spiega Juncker - era farpresto, mandare subito un segnale. Se avessimo chiesto piu'fondi al bilancio Ue, avremmo dovuto avviare una procedura dimodifica dei trattati. Quanto ai contributi nazionali, dopo unaserie di incontri e colloqui sono giunto alla conclusione cheera inutile perdere tempo ed energie

(AGI) - Roma, 28 nov. - "Abbiamo preso i soldi che eranodisponibili". Lo ha detto il presidente della commissioneeuropea, Jean Claude Juncker, intervistato da Repubblica,rispondendo a chi considera pochi i 21 miliardi di euroreperiti da commissione e Bei per avviare il piano diinvestimenti europeo. "L'importante - spiega Juncker - era farpresto, mandare subito un segnale. Se avessimo chiesto piu'fondi al bilancio Ue, avremmo dovuto avviare una procedura dimodifica dei trattati. Quanto ai contributi nazionali, dopo unaserie di incontri e colloqui sono giunto alla conclusione cheera inutile perdere tempo ed energie a discutere con i ministridelle Finanze per ottenere da loro un impegno preventivo". "Dalle prime reazioni che ho visto - aggiunge Juncker - misembra che Angela Merkel sia soddisfatta ed ho appena ricevutouna telefonata dal vice-cancelliere tedesco per dirmi che laGermania contribuira'. Del resto questo progetto ha ricevutosia l'appoggio del Consiglio europeo sia quello del G20". Intanto sull'affare Luxleeaks, che gli e' costato unamozione di sfiducia in Parlamento, ad appena un mese dal suoinsediamento, replica: "In effetti questo e' un record". "Nonho risposto subito - spiega Juncker, entrando nel meritodell'accusa di aver favorito l'elusione fiscale dellemultinazionali mentre era premier del Lussemburgo - perche'quelle che mi rivolgevano non erano domande ma attacchipersonali. La mia posizione e' chiara e l'ho espressachiaramente in campagna elettorale. Secondo me le tasse sidevono pagare nel paese in cui si realizzano i profitti". "Noi- aggiunge - non volevamo danneggiare altri paesi. Ma certocercavamo di attirare in Lussemburgo le grandi imprese". (AGI) .