Jobs act, la riforma appesa al filo della Consulta

L'11 gennaio la decisione sul referendum. I quesiti Cgil su articolo 18, voucher e appalti

Jobs act, la riforma appesa al filo della Consulta
Palazzo della Consulta, sede della Corte Costituzionale 

Roma - Le riforme del lavoro del governo Renzi sono appese al filo della Consulta. L'11 gennaio, la Corte Costituzionale deciderà sull'ammissibilità dei referendum abrogativi su voucher, articolo 18 e responsabilità solidale negli appalti, presentati dalla Cgil, con il supporto di 3,3 milioni di firme.

Tre udienze a porte chiuse di fronte ai giudici Silvana Sciarra, Mario Rosario Morelli e Giulio Prosperetti.

  • Chi espone le ragioni pro-referendum - Vittorio Angiolini e Amos Andreoni, in rappresentanza del comitato promotore
  • Chi espone le ragioni contro - Vincenzo Nunziata, avvocato dello Stato in rappresentanza della Presidenza del Consiglio

La posizione dell'Avvocatura dello Stato

L'Avvocatura dello Stato ha già anticipato, con memorie depositate nei giorni scorsi, la sua posizione sull'"inammissibilità" dei 3 quesiti:

  1. Ha "carattere surrettiziamente propositivo e manipolativo" quello riguardante il 'cuore' del Jobs act, ossia le norme sui licenziamenti illegittimi e un eventuale "esito positivo" della consultazione referendaria sulla responsabilità solidale negli appalti "condurrebbe a condizioni di incertezza normativa".
  2. Il referendum sui voucher potrebbe determinare un vuoto normativo e toglierebbe regolamentazione a tutte quelle prestazioni che non sono già contemplate nella normativo in vigore". Il "proposito referendario - evidenzia l'Avvocatura - non è tanto quello di sopprimere i voucher, quale strumento di remunerazione e disciplina del lavoro accessorio, ma di abolire lo stesso istituto del lavoro accessorio".

Le ragioni della Cgil

Questa analisi è contestata dalla Cgil che, naturalmente, è convinta che non sussistano le condizioni di inammissabilità. 

Il capitolo voucher e la modifica del Parlamento

Per quanto riguarda i voucher, il Parlamento potrebbe modificare prima dell'eventuale referendum la normativa e così scongiurare o depotenziare il voto. Il presidente della Commissione Lavoro Cesare Damiano - alle 16 ospite di Viva l'Italia - (secondo cui i quesiti sono legittimi) propone al governo di sostenere il disegno di legge di riforma del lavoro occasionale e accessorio firmato da 45 parlamentari del Pd che propone di tornare alla legge Biagi del 2003, per ridare ai voucher quel carattere di occasionalita' e di lavoro accessorio che avevano in origine. Il ddl sara' in discussione in Commissione Lavoro proprio l'11 gennaio. Sulla responsabilità solidale negli appalti, Damiano sostiene che basterebbe ripristinare la normativa del governo Prodi, nel testo vigente dal 2007 al 2012.

I tempi per la decisione della Consulta

La decisione dei 'giudici delle leggi' dovrebbe arrivare in tempi brevi, già nel pomeriggio dell'11 gennaio: la Corte affronta il 'nodo' referendum, così come avverrà per le questioni di legittimità sull'Italicum il 24 gennaio, a plenum incompleto, dopo le dimissioni, avvenute lo scorso novembre, del giudice Giuseppe Frigo.

Cosa succede dopo

Quattordici, dunque, i giudici che esprimeranno il loro voto e, in caso di parità, risulterà decisivo quello del presidente Paolo Grossi, come prevede il regolamento. Se la Corte darà il via libera ai referendum - o solo a uno di questi - la consultazione popolare avverrà in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno prossimi. Salvo elezioni anticipate, che, come constatato anche dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti - il quale ha detto di non temere il voto e si è sempre dichiarato pronto a fare correzioni - porterebbero a sospendere i referendum per almeno un anno. Appena arriverà la decisione della Consulta, la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, farà una conferenza stampa.

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Guarda: Susanna Camusso a Viva l'Italia - VIDEO