Istat, cresce la fiducia degli italiani. Csc, "risalita iniziata"

(AGI) - Roma, 26 giu. - Cresce la fiducia degli italiani:l'Istat rileva che quello inerente ai consumatori e' aumentatoa giugno passando a 109,5 da 106,0 del mese precedente. Anchel'indice composito del clima di fiducia delle imprese italianesale a 104,3 da 101,8 di maggio, che risulta ai massimi dal2008. In particolare, sono in crescita tutte le componenti delclima di fiducia dei consumatori anche se il clima personale equello corrente presentano incrementi piu' lievi(rispettivamente, a 100,0 da 98,5 e a 103,3 da 101,0). Per leimprese, invece, sono in aumento tutti i climi di

(AGI) - Roma, 26 giu. - Cresce la fiducia degli italiani:l'Istat rileva che quello inerente ai consumatori e' aumentatoa giugno passando a 109,5 da 106,0 del mese precedente. Anchel'indice composito del clima di fiducia delle imprese italianesale a 104,3 da 101,8 di maggio, che risulta ai massimi dal2008. In particolare, sono in crescita tutte le componenti delclima di fiducia dei consumatori anche se il clima personale equello corrente presentano incrementi piu' lievi(rispettivamente, a 100,0 da 98,5 e a 103,3 da 101,0). Per leimprese, invece, sono in aumento tutti i climi di fiducia:quello delle costruzioni (a 119,7 da 111,8), quello dei servizidi mercato (a 109,0 da 105,1), quello del commercio aldettaglio (a 105,9 da 103,9) e, in maniera piu' lieve, quellodel settore manifatturiero (a 103,9 da 103,4). Un dato che fa ben sperare su una ripresa piu' forte neiprossimi mesi: per il Codacons, si tratta di un "tesoretto" sulquale il Governo deve poter puntare mentre il Codacons logiudica un dato "rassicurante". Una ripresa che si presentapero' non omogenea nel Paese: Bankitalia, nel rapporto sulleeconomie regionali, osserva che i segnali di miglioramentodell'economia italiana emersi nel corso del 2014 e nei primimesi del 2015 "sono presenti in tutte le aree del Paese, marisultano piu' frequenti al Nord, in particolare in alcuneregioni del Nord Est". Per gli industriali, invece, "la risalita e' iniziata, masara' lunga e difficile". Nell'analisi del Centro Studi diConfindustria, la parola d'ordine e' cautela: parlare diripresa, sostengono, e' inappropriato. Vero che il 2015 e'partito bene ma "la performance non e' quella che ci sarebbestata in altri tempi, di fronte a cosi' forti stimoli esterni".E' quindi possibile parlare di "ripartenza" ma con laconsapevolezza che non ci si puo' "fermare neanche un attimoper compiacersi dei segnali di recupero, per quanto chiari". Inpratica, sostengono gli esperti di viale dell'Astronomia, "senon faremo nulla torneremmo ai livelli del 2007 nel 2023". "Perrecuperare il terreno perso - sottolinea il Csc - e' necessariorimuovere gli ostacoli e attuare le riforme, in modo da tornarea crescere al 2,5%". Solo se l'Italia sara' in grado direagire, attuando le misure necessarie, il trend di crescitadel pre-crisi potra' essere "ruagguantato" nel 2037. (AGI)

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